Home Notizie Locali Credere all’impossibile, al Teatro Parioli l’incanto visionario del Calamaro Gigante

Credere all’impossibile, al Teatro Parioli l’incanto visionario del Calamaro Gigante

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Angela Finocchiaro e Bruno Stori nel Calamaro Gigante al Teatro Parioli

Nella cornice della Stagione Teatrale 2025–2026 del Teatro Parioli Costanzo, dal 12 al 15 febbraio 2026 in scena uno degli appuntamenti più attesi: Il Calamaro Gigante, adattamento dell’omonimo romanzo di Fabio Genovesi. In scena, due interpreti d’eccezione, Angela Finocchiaro e Bruno Stori, guidati dalla regia di Carlo Sciaccaluga

Lo spettacolo Il Calamaro Gigante nasce dall’adattamento firmato dallo stesso Genovesi insieme ai protagonisti e si configura come un viaggio teatrale che unisce racconto iniziatico, parabola contemporanea e affondo poetico sul senso dell’esistere. Con maestria e nell’incanto del mare, la pièce affronta tematiche quotidiane e intime attraverso i due protagonisti, trasformando la dimensione fantastica in uno specchio della nostra realtà più fragile e autentica.

Angela di Finocchiaro vive in un presente caotico: traffico, scadenze, una cena aziendale da raggiungere, e soprattutto un impiego a tempo indeterminato in una compagnia di assicurazioni che, paradossalmente, determina ogni secondo della sua vita. Un lavoro stabile che si rivela una gabbia invisibile, una routine opprimente che le impedisce perfino di ricordare quando sognava. Il dialogo con la nonna la riporta a quell’infanzia in cui i desideri erano limpidi e i progetti sembravano possibili. È da quella memoria che prende avvio la frattura.

Angela Finocchiaro

Quando il mare irrompe, prima maledetto, poi rivelato come forza salvifica, Angela viene trascinata in una dimensione altra, dove incontra Montfort, interpretato da Stori: figura eccentrica, visionaria, ostinatamente fedele a ciò che ha visto e in cui crede. Sarà lui a traghettarla attraverso le onde, non solo in un viaggio fantastico, ma in una proiezione verso il futuro, verso l’azzardo di una vita diversa e finalmente soddisfacente.

Al centro del racconto si staglia la figura del calamaro gigante, creatura che nessuno crede reale, che nessuno ha visto, tranne Montfort.

La sua caparbietà lo porta a sfidare lo scetticismo dell’Accademia delle Scienze, fino a riuscire a dimostrare che quel mostro marino esiste davvero. Il calamaro diventa così metafora potente del desiderio: qualcosa che agli occhi degli altri può sembrare impossibile o illusorio, ma che, se perseguito con determinazione, può prendere forma. Montfort viene infine creduto dall’Accademia, ma il riconoscimento arriva quando ormai è morto. È allora che Angela comprende il senso ultimo del viaggio: ora tocca a lei. Per lei si apre un’altra possibilità, un’altra chance per realizzare quei sogni rimasti in sospeso.

Grazie a Montfort che la traghetta nel futuro dell’osare una vita diversa e soddisfacente. La metafora del calamaro gigante è il cuore simbolico dello spettacolo: rappresenta ciò che è invisibile agli altri ma profondamente reale per chi ci crede.

Sul piano visivo, lo spettacolo sorprende per l’impatto scenico.

Il Calamaro Gigante

In scena, artisti straordinari simulano le onde del mare con veli di tessuto leggero che si gonfiano e si infrangono come flutti; il calamaro gigante prende vita su trampoli altissimi, in una suggestione quasi circense; animali luminosi attraversano il fondale marino in coreografie che fondono danza e canto.

Le musiche di Rocco Tanica, insieme al lavoro registico e all’impostazione scenica, contribuiscono a creare un impianto moderno, dinamico, ricco di messaggi.

Produzione di Nuova Enfi Teatro e Teatro Nazionale di Genova, Il Calamaro Gigante si conferma così come un’ode al coraggio di osare. Tra poesia e spettacolarità, tra ironia e malinconia, la pièce invita a credere nei propri sogni con la stessa ostinazione di Montfort.

La sorpresa di una playlist in scena al Teatro Parioli