Home Musica Una Valchiria da tutto esaurito, il trionfo di Harding a Santa Cecilia

Una Valchiria da tutto esaurito, il trionfo di Harding a Santa Cecilia

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Stephen Milling_Jamez McCorkle_c. ANSC©MUSA- La Valchiria, Accademia di Santa Cecilia
Con l’ultima delle tre repliche di Die Walküre di Richard Wagner, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ha inaugurato la stagione 2025/2026 nel segno dell’ambizione e del coraggio artistico. Il direttore musicale Daniel Harding, alla sua prima prova wagneriana, ha guidato l’Orchestra dell’Accademia in una produzione monumentale che ha letteralmente trasformato la Sala Santa Cecilia, esaurita in ogni ordine di posti per tutte le serate
Prove generali La Valchiria c. ANSC©MUSA

La scelta di proporre La Valchiria in forma scenica, evento che mancava nella capitale dal lontano 1961, rappresenta un atto culturale di grande portata. Harding, con la consueta precisione intellettuale e una sensibilità tutta nordica, ha saputo fondere l’imponenza sonora wagneriana con la trasparenza orchestrale tipica delle sue letture. La sua direzione, rigorosa ma mai ingessata, ha illuminato le trame sinfoniche di Wagner con chiarezza cameristica, restituendo il respiro epico dell’opera senza mai perdere l’intensità lirica.

L’Orchestra di Santa Cecilia ha risposto con una prova di assoluta eccellenza: gli archi densi e vibranti, gli ottoni di una compattezza impressionante e i legni dal timbro luminoso hanno costruito una tavolozza sonora di rara ricchezza. Un risultato che conferma il valore internazionale della compagine romana, ormai saldamente ai vertici europei.

Il regista Vincent Huguet e lo scenografo Pierre Yovanovitch hanno optato per un impianto visivo essenziale ma evocativo, in cui forme geometriche, superfici materiche e luci scolpite da Christophe Forey disegnano uno spazio sospeso tra mito e modernità. È una Valchiria che non cerca la spettacolarità a tutti i costi, ma la concentrazione drammatica: i personaggi si muovono in un universo astratto, dove il conflitto tra amore e destino trova eco in un ambiente che muta come un paesaggio interiore.

 

SARTORIA_TIRELLI_Edoardo Russo costumista_c. ANSC©MUSA


I costumi di Edoardo Russo, realizzati con la collaborazione della storica sartoria Tirelli Trappetti, contribuiscono a definire una dimensione visiva di forte impatto simbolico, tra arcaico e contemporaneo.

SARTORIA_TIRELLI_Edoardo Russo costumista con Miina-Liisa Värelä (Brünnhilde)_c. ANSC©MUSA

Nel ruolo di Wotan, Michael Volle domina la scena con una presenza magnetica e una voce autorevole, capace di fondere potenza e introspezione. Accanto a lui, la Brünnhilde del soprano Miina-Liisa Värelä incarna alla perfezione la giovane dea divisa tra obbedienza e pietà. La sua voce, luminosa e penetrante, ha regalato momenti di autentica commozione.
Eccellente anche Vida Miknevičiūtė (Sieglinde), di cui si è apprezzata la morbidezza del timbro e la partecipazione emotiva, mentre Jamez McCorkle ha disegnato un Siegmund intenso e appassionato.

Stephen Milling ha prestato al cupo Hunding la sua autorevolezza vocale e scenica, mentre Okka von der Damerau, nel ruolo di Fricka, ha saputo imporsi con una regalità che non lascia indifferenti.


Le otto Valchirie, precise e affiatate, hanno dato vita a una delle “Cavalcate” più travolgenti degli ultimi anni, salutata dal pubblico con applausi a scena aperta.

Ci sono stati momenti che hanno superato le aspettative, seppur grandiose. Il ritrovamento della spada, l’amore indissolubile e supremo, non appartenente a questa terra, in cui i due Siegmund e Sieglinde si ritrovano uniti da un viscerale amore eterno e maledetto.


L’uccisione di Siegmund, frutto delle gelosie carnali di Hunding, marito di Sieglinde, in cui dominano possesso e diritto sopra ogni cosa, appare ben lontana dall’amore che circonda i gemelli amanti, marchiati dal destino.


Il dolore di Sieglinde e il figlio in grembo fino alla salvifica fuga con Brünnhilde, ripudiata dal padre e condannata a un sonno eterno, trovano un’eco drammatica amplificata dalla meravigliosa rappresentazione delle Valchirie, sorelle e complici di Brunilde, che la perdonano e la abbracciano nel segno di un fato ineluttabile.

Michael Volle_Miina-Liisa Värelä_c. ANSC©MUSA
Spettacolare l’utilizzo della scenografia: le scale diventano simbolo e movimento, accrescendo la drammaticità dell’opera di Wagner. Il bianco e il rosso dominano la scena, mentre i costumi neri delle Valchirie creano un potente contrasto visivo, evocando una ritualità sacra e tragica al tempo stesso.
L’Orchestra e Harding non risultano mai schiacciati da tanta imponenza, anzi: sostengono e arricchiscono ogni attimo dei tre atti della Valchiria, in un equilibrio perfetto tra suono e teatro.

Alla fine della lunga rappresentazione, nel movimento finale, invece di un immediato applauso scrosciante, un simbolico silenzio ha avvolto la Sala Santa Cecilia: ogni spettatore era ormai parte della saga scenica, dispiaciuto che fosse giunta al termine.
Una delle più belle e generose rappresentazioni che Santa Cecilia abbia ospitato negli ultimi anni.

La recita del 27 ottobre è stata trasmessa in diretta da Rai Radio 3 ed Euroradio. Il 30 ottobre il concerto sarà trasmesso alle 22.30 da Rai Cultura su Rai 5.