Si è svolta ieri sera, 15 ottobre, presso l’Accademia Tedesca di Villa Massimo, la conferenza stampa di presentazione de La Valchiria di Richard Wagner, diretta da Daniel Harding, che aprirà la stagione concertistica 2025/2026 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Durante la conferenza sono intervenuti il Presidente-Sovrintendente Massimo Biscardi, il Direttore Musicale Daniel Harding e il regista Vincent Huguet. Erano presenti, inoltre, alcuni dei protagonisti del cast: Michael Volle, Vida Miknevičiūtė e Okka von der Damerau, interpreti di primo piano del panorama wagneriano internazionale.
Con un’ambizione che sa di evento epocale, l’Accademia ha presentato la produzione di Die Walküre come primo capitolo di un progetto artistico senza precedenti nella capitale: l’esecuzione in forma scenica dell’intera Tetralogia dell’Anello del Nibelungo, che accompagnerà le prossime quattro stagioni fino al 2028.

“L’idea di farla in forma scenica accompagnerà per quattro anni La Valchiria, Siegfried nel 2026, Il crepuscolo degli dèi nel 2027 e nel 2028 la trilogia nella sua integrità” ha spiegato Harding, delineando l’orizzonte del progetto.
Il direttore Daniel Harding ha raccontato, in conferenza stampa come è nata l’idea lo scorso anno, con una punta di ironia e grande sincerità, le origini di questo ambizioso progetto:
“Devo ammettere di aver fatto un lavoro un po’ furbo: ho iniziato a parlarne con il Presidente precedente, che ha detto subito ‘va bene’. Ma d’altronde, è impossibile fare Wagner senza un elemento visivo. Così il progetto è cresciuto, diventando sempre più grande. Quando sono arrivato alle prove e ho visto la trasformazione della sala, non ho potuto fare altro che dire: grazie.”
La stagione sarà inaugurata con tre recite in forma scenica – 23 ottobre ore 18, 25 ottobre ore 15, 27 ottobre ore 18 – alla Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, completamente trasformata per accogliere il dramma wagneriano. La recita del 27 sarà trasmessa in diretta su Rai Radio 3 e in differita da Rai Cultura alle 22.30.
La regia è affidata a Vincent Huguet, le scenografie a Pierre Yovanovitch, i costumi a Edoardo Russo con la collaborazione della Sartoria Tirelli-Trappetti, e le luci a Christophe Forey. Un team internazionale, chiamato a reinventare l’opera in un contesto non teatrale ma sinfonico, per restituire al pubblico romano un capolavoro scenico assente in città da oltre 60 anni.

Sul palco, nomi di primo piano del repertorio wagneriano: Michael Volle (già celebrato Wotan alla Semperoper di Dresda), Miina-Liisa Värelä, Vida Miknevičiūtė, Jamez McCorkle, Okka von der Damerau e altri ancora. Un cast all’altezza di una produzione che guarda al livello dei festival di Bayreuth, Berlino o Salisburgo.
Accanto alla produzione scenica, l’Accademia ha organizzato un “mese wagneriano” ricco di eventi: una mostra dedicata al soggiorno romano di Wagner e Cosima (1876), una giornata di studi alla Villa Massimo, e laboratori per bambini, come “Al ritmo delle Valchirie”, previsto per domenica 19 ottobre.
Con Die Walküre, la Capitale si appresta a vivere un ritorno storico alla scena wagneriana. Un progetto che è molto più di una semplice stagione operistica: è una sfida produttiva, musicale e culturale che, come ha detto Harding, nasce per costruire un legame profondo con il pubblico. E forse anche per rinnovare il mito, dentro una città che di miti se ne intende.







