Distribuito nelle sale italiane da I Wonder Pictures a partire dal 27 agosto 2026, Tony – Diario di un giovane cuoco segna il ritorno del regista canadese Matt Johnson, che dopo il successo di BlackBerry porta sul grande schermo gli anni della formazione di Anthony Bourdain, lo chef, scrittore e viaggiatore che ha rivoluzionato il modo di raccontare la cucina e le culture del mondo
Dopo il successo di BlackBerry, presentato in concorso alla 73ª edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino, Matt Johnson firma un biopic che raccontagli anni della formazione del celebre chef, una figura iconica della gastronomia mondiale ma anche un uomo segnato da profondi tormenti interiori.
Johnson sceglie di raccontare la nascita del mito senza indulgere nella celebrazione, offrendo un ritratto spesso crudo ma sempre autentico della gavetta. Il giovane Tony, interpretato con intensità da Dominic Sessa, è un ragazzo inquieto, convinto di voler diventare scrittore ma incapace di trovare una direzione nella vita. Sarà proprio il mondo della ristorazione, duro e spietato, a offrirgli un’occasione di riscatto.

Credit: Seacia Pavao
Il cuore del film è però il rapporto tra Tony ed Ettore, interpretato da un magnifico Antonio Banderas. La sua è una prova di grande spessore: severo, autoritario e apparentemente privo di compassione, il suo personaggio diventa la guida di cui il protagonista aveva bisogno. Ettore non concede privilegi: offre a Tony soltanto un’amaca su cui dormire, un posto da lavapiatti e una sveglia fatta di una secchiata d’acqua. È un’educazione dura, quasi brutale, ma proprio attraverso quella disciplina il giovane riesce finalmente a trovare un senso e una direzione.
È forse questa la vera anima del film. Nella vita si può perdere completamente l’orientamento, ma talvolta basta incontrare una persona capace di indicare la strada. Tony scopre così che il talento da solo non basta e che soltanto il sacrificio e la dedizione possono trasformare un ragazzo irrequieto nell’uomo che diventerà uno degli chef più influenti del mondo.
Il film non nasconde tuttavia il destino del protagonista.
Chi conosce la storia di Anthony Bourdain sa che quella trovata nelle cucine non sarà una pace definitiva. I demoni interiori continueranno ad accompagnarlo fino al tragico suicidio nel 2018. Tuttavia, Tony – Diario di un giovane cuoco sceglie di raccontare il momento in cui quei tormenti sembrano lasciare spazio alla speranza.
Dal punto di vista tecnico, Matt Johnson adotta una regia essenziale, priva di inutili virtuosismi, che lascia spazio agli attori e alla forza della narrazione. Molto bella la fotografia, capace di valorizzare i paesaggi marittimi e di creare un efficace contrasto con il clima frenetico e soffocante delle cucine.

Credit: Seacia Pavao
Accanto ai due protagonisti trova spazio anche Leo Woodall, già apprezzato in The White Lotus e recentemente visto in Norimberga di James Vanderbilt, che arricchisce ulteriormente un cast convincente.
Tony – Diario di un giovane cuoco è un film che non racconta soltanto la nascita di uno chef, ma il difficile percorso di un uomo alla ricerca della propria identità.
Un’opera che trova il suo punto di forza nelle interpretazioni, in particolare in quella intensa e misurata di Antonio Banderas, vero pilastro emotivo della storia. Pur conoscendo il tragico epilogo della vita di Bourdain, Johnson preferisce soffermarsi sul momento in cui tutto sembrava possibile, ricordando come, anche nei percorsi più tormentati, possa esserci qualcuno capace di indicare la strada giusta.
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