Piovani dirige Piovani, un’occasione unica, giovedì 25 settembre con il Coro e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia si conclude la stagione Estate a Santa Cecilia 2025 all’Auditorium Parco della Musica di Roma
Suddiviso in due parti, il concerto, tocca i due mondi del compositore, l’anima con il Concerto cantatore prima esecuzione assoluta commissionato dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia seguito da Cyberknife concertino per clarinetto e orchestra, con il mondo cinematografico arricchito dalle partiture del Maestro in “La vita è bella” e la “Suite Fellini”.

Nicola Piovani fa il suo ingresso nell’ampia platea della Sala Santa Cecilia, un inchino verso il pubblico e poi sale sul podio per donare al pubblico la creazione che rappresenta la partitura dell’anima. Il timbro spagnolo avvolge subito il pubblico con le note dell’Orchestra mentre il coro l’accompagna. I sapori popolari sembrano prevalere e articolarsi con le frasi cantate dei diversi movimenti mentre si percepiscono richiami a brani più classici che, con piccoli cenni, s’intrufolano tra le note.
Si tu eres cuerpo, yo soy sombra;
si tu eres lava, yo soy cráter.
¡Qué serás que yo no quiera!
Se tu sei corpo, io sono ombra;
Se tu sei lava, io son cratere.
Che cosa potrai mai essere che io [non desideri?!
Dall’alto della galleria il tenore Jesus Hernández Tijera fa da contrasto all’ Orchestra mentre l’arpa crea una base ritmata che dona una carezza alla composizione del Concerto cantatore in un susseguirsi di Allegro vivace, Largo e Presto vivace.
La Spagna prende vita con nacchere e percussioni. Ricorda a tratti la Carmen per brevi istanti da cui attinge la sensualità sfrontata composta da frammenti di poesia amorosa dell’antica tradizione spagnola.
Dai toni diversi invece Cyberknife composto e dedicato al percorso di Piovani attraverso la malattia che racconta nel libretto quando la creatività gli scaturì dalla sensazione impotente, solo in una stanza, con l’enorme dinosauro meccanico con cui si è trovato a combattere fianco a fianco contro un brutto male. Ad accompagnarlo, sul palco con l’Orchestra, il clarinetto di Alessandro Carbonare che scandisce i pochi minuti intimi in cui rintoccano i proiettili guaritori sul suo corpo.
Un brano eterogeneo ricco di incursioni di diversi stili e ricordi come un susseguirsi vorticoso scaturito dalla mente del compositore senza un ordine preciso apparente tranne quello del desiderio della vita.

Stagione di Musica da Camera
clarinetto Alessandro Carbonare
pianoforte Enrico Pace
©Accademia Nazionale di Santa Cecilia / foto Musacchio & Pasqualini / MUSA
L’intervallo suddivide questo momento intenso dallo spazio cinematografico più tradizionale che conosciamo meglio dell’artista.
E, infatti, fin dalle prima note Piovani commuove, le immagini del film La vita è bella, 1997 diretto da Roberto Benigni scorrrono nei ricordi del pubblico di una storia passata e attuale forse ancora più atroce. Così in programma Buongiorno Principessa, Foxtrot, Valzer e Al campo/ Il carro armato/ Abbaino vinto. Composizioni facilmente riconoscibili che Piovani dirige, elegante, con pochi cenni della bacchetta e un sorriso sulle labbra. La mano protesa a tratti quasi per arrestare l’entusiasmo trascinante dell’Orchestra. Anche il Maestro non riesce a trattenersi e quel sollevarsi sulle punte dei piedi manifesta la passione del suo lavoro.
Applausi, rumorosi applausi, Piovani esce dalla scena per poi rientrare per il finale dedicato a Fellini.
Intervista, 1987 rallegra la platea che ticchetta con le dita al ritmo gioioso ricordando le scende del film è così anche per La voce della luna, 1990 e Ginger e Fred, 1986 con Mastroianni. Il bis è obbligato dall’ovazione del pubblico in piedi che non lascia andare via in Piovani che dirige Piovani.

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