Terzo titolo del 103° Festival 2026, Nabucco, dramma corale per eccellenza di Verdi, ha debuttato venerdì 26 giugno nell’allestimento che ha inaugurato l’ultima stagione, firmato interamente da Stefano Poda
“Due polarità si attraggono e si respingono durante tutta l’azione scenica, fino ad un punto di massima repulsione e scissione, per poi arrivare alla sintesi del Finale in cui i due opposti si riconciliano. La metafora è quella dei legami fra le particelle atomiche: dalla loro unione si origina la materia, ma l’Uomo ha scoperto come separarle causando totale distruzione. Il progresso tecnologico rende tutto possibile – e Nabucco non esita ad usare la sua superiorità materiale contro gli sconfitti, fino ad arrivare a conseguenze drammatiche: l’insegnamento di questo capolavoro è che la razionalità, per essere ben diretta, non può prescindere dalla spiritualità” (S. Poda).
Enormi simboli incombenti, chilometri di led, tessuti innovativi, coreografie e duelli di scherma: in scena Amartuvshin Enkhbat, Maria José Siri, Roberto Tagliavini, Annalisa Stroppa, Galeano Salas, Nicolò Ceriani, Carlo Bosi ed Elisabetta Zizzo, diretti, con l’Orchestra di Fondazione Arena e il Coro preparato da Roberto Gabbiani, da Michele Spotti. Con centinaia tra mimi, comparse, il Ballo areniano coordinato da Gaetano Bouy Petrosino.

Repliche il 4, 12, 18, 23 luglio alle 21.15 e 1, 8, 20, 28 agosto e 9 settembre alle 21.00.
Comunicato stampa
“Si ringrazia la Fondazione Arena di Verona per la gentile concessione delle immagini”
Presentato a Roma il 103° Arena di Verona Opera Festival 2026







