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Giochiamo al varietà Antonello Costa riporta sul palco il grande spettacolo italiano

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Giochiamo al varietà di Antonello Costa- Teatro Roma

“Giochiamo al varietà”: lo spettacolo di Antonello Costa in scena fino al 29 marzo al Teatro Roma, prima di proseguire la tournée tra Napoli e Palermo

Nel panorama della comicità italiana contemporanea, sempre più orientato verso la stand-up e il monologo diretto, Antonello Costa rappresenta una figura quasi controcorrente: quella dello showman completo. Il suo stile richiama la tradizione del grande varietà, un genere in cui recitazione, comicità, musica e movimento scenico convivono nello stesso spettacolo. Costa non è soltanto un comico, ma un artista poliedrico capace di alternare sketch, canzoni, balli e trasformismi con grande naturalezza ed è questo che troviamo in “Giochiamo al varietà”.

Originario di Augusta, in Sicilia, ma artisticamente cresciuto a Roma, ha iniziato la propria carriera negli anni Ottanta costruendo nel tempo un percorso ricco di spettacoli teatrali e partecipazioni televisive. Il palcoscenico resta però il suo habitat naturale, il luogo in cui la sua energia e la sua capacità di coinvolgere il pubblico trovano la massima espressione.

Quest’anno il suo nuovo spettacolo “Giochiamo al varietà” si arricchisce di nuovi sketch e momenti di intrattenimento, confermando una caratteristica fondamentale dell’artista: la continua evoluzione. Antonello Costa è un interprete carismatico, capace di portare sul palco un’energia autentica che convoglia interamente nell’arte dello spettacolo

Antonello Costa e il corpo di ballo

Lo spettacolo si apre subito con tre messaggi che racchiudono la filosofia del varietà e che Costa condivide con il pubblico fin dalle prime battute. Il primo è un invito a vivere il teatro come un’esperienza collettiva: il varietà è un gioco di squadra, perché nessuno ride da solo. Il secondo sottolinea il valore della risata come forma di benessere: ridere aiuta a restare giovani, è come un piccolo “lifting” per l’anima. Il terzo, invece, riassume lo spirito ludico dello spettacolo: non si smette di giocare perché si invecchia, ma si invecchia quando si smette di giocare.

Accanto a Costa, sul palco ci sono anche due preziose spalle che contribuiscono alla vivacità dello show: la sorella Annalisa Costa e il comico Gianpiero Perone, che con i loro interventi e tempi comici arricchiscono il ritmo dello spettacolo.

Uno dei momenti più suggestivi è la dedica alla tradizione musicale napoletana, costruita come una sequenza di accenni musicali che si susseguono rapidamente, quasi a formare un mosaico sonoro. Vengono evocati grandi protagonisti della canzone partenopea come Aurelio Fierro, Nino Taranto, Roberto Murolo, Renato Carosone, Sergio Bruni, Totò e Pino Daniele, regalando al pubblico un momento di grande suggestione tra memoria e spettacolo.

Annalisa Costa e il corpo di ballo: Elisa Milani, Agata Moschini, Eleonora Pedini e Ylenia Rossignoli

Un ruolo fondamentale nello spettacolo è affidato anche al corpo di ballo (Elisa Milani, Agata Moschini, Eleonora Pedini e Ylenia Rossignoli), sempre più accattivante nelle coreografie ma capace di mantenere quella semplicità e quella misura tipiche del varietà classico. Le danze accompagnano e valorizzano i diversi momenti dello show senza mai sovrastarlo, contribuendo a creare un ritmo scenico vivace ed elegante.

Interessante anche l’excursus musicale attraverso diverse epoche, che accompagna gli spettatori in un viaggio tra stili e sonorità differenti, fino ad arrivare a un divertente omaggio al mondo dei cartoni animati, capace di coinvolgere spettatori di tutte le età con una piacevole nota di nostalgia.

Antonello Costa

Il risultato è uno spettacolo dinamico e ricco di sorprese, capace di fondere tradizione e intrattenimento contemporaneo. Dopo la permanenza romana fino al 29 marzo al Teatro Roma, la tournée proseguirà al Teatro Troisi di Napoli e successivamente al Teatro Nuovo Orione di Palermo.

E come ama ricordare lo stesso Antonello Costa:
«La vita è come una fotografia: viene meglio se sorridi.»

Foto: Fabrizio Frigerio