
Bacchette internazionali, solisti d’eccezione, nuova musica: la Stagione di concerti 2026/2027 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Il 21 ottobre si apre una nuova Stagione di concerti che si presenta con un cartellone attraversato da percorsi ben riconoscibili: un grande progetto di teatro musicale in apertura, con Siegfried di Richard Wagner diretto dal Direttore Musicale Daniel Harding alla guida dell’Orchestra ceciliana; un asse beethoveniano che accompagna il 2027 per il 200° anniversario della morte del compositore; una presenza strutturale di musiche del Novecento e contemporanee, tra nuove commissioni e prime esecuzioni, oltre a programmi che spaziano dal Barocco al Classicismo Viennese e al Romanticismo.
Un ruolo centrale è affidato – come in ogni stagione – al Coro dell’Accademia guidato da Andrea Secchi, protagonista dei principali appuntamenti sinfonico-corali della stagione.
L’impianto dei programmi è pensato per tenere insieme tradizione e nuove scritture, grandi titoli e progetti di lungo periodo, con un disegno complessivo che dà continuità lungo l’intera stagione. All’interno di questo quadro, uno spazio importante sarà dedicato anche alle tournée, portando avanti l’impegno rivolto verso il panorama musicale internazionale che ha consolidato il nome dell’Accademia all’estero. Già lo scorso anno, Santa Cecilia era risultata ai vertici delle classifiche mondiali stilate dalla rivista inglese Bachtrack per numero di paesi visitati in tournée, con un record di dodici sold out tra Europa e Asia.
Alla dimensione internazionale corrisponde una crescita misurabile anche nella risposta del pubblico in sala.
Al 7 marzo 2026 la Stagione Sinfonica 2025/26 registra, rispetto al 7 marzo dell’anno precedente, 65.739 biglietti venduti per un incasso di € 2,23 milioni di euro, con un incremento, rispetto allo stesso giorno dell’anno precedente di +8.931 biglietti emessi e +485 mila euro di incasso. La Stagione da Camera 2025/26 raggiunge 12.414 biglietti e 440 mila euro di incassi, pari a +4.109 biglietti e +220 mila euro di incassi rispetto al 2024/25. Si segnalano inoltre un incremento di +10% dei carnet giovani e +7% degli acquisti online; e il Turno S (sabato) della Sinfonica risulta sold out in quasi tutti gli appuntamenti.
Nel quadro economico, i dati dei contributi in conto esercizio (importi in €/000) riportano per il 2025 un totale di 22,26 milioni di euro. Le principali voci contributive sono: MiC 14,67 milioni di euro, Roma Capitale 3,29 milioni di euro, Regione Lazio 595 mila euro, oltre ai contributi di soci fondatori privati (1,78 milioni di euro) e di privati (1,12 milioni di euro).
La Stagione Sinfonica vede il Direttore Musicale Daniel Harding impegnato in otto produzioni.

Si inizia con l’apertura affidata a Wagner, con il Siegfried in forma scenica (21, 24 e 27 ottobre), seconda giornata del Ring nell’ambito del progetto della Tetralogia che proseguirà fino al 2028, con un cast internazionale di riferimento nel repertorio wagneriano, tra cui Clay Hilley nel ruolo del titolo e Michael Volle (Wotan/Il Viandante), reduce dal successo ottenuto nella Valchiria dello scorso ottobre e alla Scala. Harding prosegue il suo percorso mahleriano (Sinfonie n. 5 e n. 6 “Tragica”) e quello brahmsiano (Sinfonia n. 4), torna con Beatrice Rana nel Concerto n. 3 di Prokofiev dopo il successo riscosso in Asia, e ad aprile 2027 dirige in forma di concerto Pagliacci di Leoncavallo, assente dai programmi di Santa Cecilia dal 1967. Completa il suo itinerario un concerto dedicato alla musica francese, con pagine di Ravel e Debussy.
Dentro questa architettura si inserisce il grande focus Beethoven 200°: nel 2027 ricorrono i 200 anni dalla morte del compositore e l’Accademia lo ricorda con un percorso che coinvolge sia la stagione sinfonica che da camera.
Tra i nodi centrali della programmazione sinfonica, Daniel Harding dirige la Sinfonia n. 9 con un cast vocale internazionale, mentre Fabio Luisi, di ritorno a Santa Cecilia dopo dodici anni, sale sul podio per la Missa solemnis. Il percorso beethoveniano comprende inoltre Riccardo Minasi con la Sinfonia n. 3 “Eroica”, Thomas Guggeis con Sergey Khachatryan (Concerto per violino e Sinfonia n. 7) e il Direttore Emerito Antonio Pappano con Jan Lisiecki nel Concerto n. 5 “Imperatore”. In questa cornice si colloca anche l’appuntamento imperdibile con Charles Dutoit e Martha Argerich — nel segno di un sodalizio di lunga data — per il Concerto per pianoforte n. 1, e il programma di Manfred Honeck, che propone la Sinfonia n. 1 e l’oratorio Cristo sul Monte degli Ulivi.
La programmazione sinfonica include anche un percorso dedicato alla musica del Novecento e contemporanea, con ampio spazio alla musica di oggi, tra commissioni e prime esecuzioni.
Torna Kirill Petrenko, presenza ormai stabile nei cartelloni di Santa Cecilia — tra le poche istituzioni in cui è ospite con regolarità oltre ai Berliner Philharmoniker — con un programma che accosta Hindemith, lieder orchestrali di Richard Strauss con il tenore Benjamin Bernheim e Schumann. Antonio Pappano dirige nel suo secondo appuntamento il Salmo IX di Petrassi accostato alla Sinfonia n. 6 “Patetica” di Čajkovskij; Tarmo Peltokoski, di ritorno a Santa Cecilia a tre anni dalla sua ultima presenza, affronta la Sinfonia n. 7 “Leningrado” di Šostakovič; Lorenzo Viotti è sul podio con Lisa Batiashvili nel Concerto per violino n. 1 di Szymanowski.
Carlo Boccadoro presenta in prima assoluta la commissione dell’Accademia Viaggio, dedicata a Luciano Berio e diretta da Gustavo Gimeno. Nello stesso appuntamento è atteso anche Frank Peter Zimmermann, solista di primo piano, interprete di riconosciuta integrità e rigore che eseguirà il Concerto per violino di Hindemith.
Un’altra prima assoluta sarà diretta da Daniel Harding, nel concerto di aprile: Rischiare la Gioia di Stefano Gervasoni.
Honeck dirige un’altra prima italiana, Peccato, ormai è troppo tardi del compositore estone Jüri Reinvere. Torna Semyon Bychkov con un programma che comprende Poulenc e il suo Concerto per due pianoforti con Katia e Marielle Labèque, assieme a musiche di Adams e Musorgskij. Tra i debutti sul podio spicca Elim Chan, una delle direttrici più richieste della sua generazione, con una traiettoria europea già consolidata (Antwerp Symphony Orchestra e Royal Scottish National Orchestra) e un profilo interpretativo riconosciuto per precisione e controllo del suono, con Alexander Malofeev al pianoforte: classe 2001, Malofeev si è affermato giovanissimo con il 1° premio e la medaglia d’oro al Concorso Čajkovskij per giovani musicisti (2014) e con il Grand Prix del Grand Piano Competition (2016), ed è già stato ospite dell’Accademia nel gennaio 2020. La chiusura di stagione è affidata al debutto ceciliano di Joe Hisaishi, che salirà sul podio per dirigere anche le sue musiche diventate un “cult” concertistico: il programma legato ai film dello Studio Ghibli di Hayao Miyazaki, presentato in tournée internazionali come symphonic concert.
Un ospite abituale dei concerti ceciliani, Juraj Valčuha, salirà sul podio con un programma che accosta la suite da Vertigo di Bernard Herrmann — una delle firme più riconoscibili della musica per cinema del Novecento, nata per il film di Alfred Hitchcock e poi rielaborata in forma sinfonica — al Concerto per violoncello di Dvořák, completato dalle Danze sinfoniche di Rachmaninoff.
Solista è Ettore Pagano: giovanissimo, è ormai un ospite abituale dell’Accademia, un talento seguito da vicino negli anni, che oggi si misura stabilmente con il grande repertorio accanto a direttori e orchestre di primo piano. Accanto a Valčuha, la stagione riporta sul podio altri due direttori di casa a Santa Cecilia: Tugan Sokhiev, con Bach, Čajkovskij e Taneyev e Jakub Hrůša, che torna con Daniil Trifonov nel Concerto per pianoforte di Dvořák.
Due concerti monografici attraversano la stagione come punti di riferimento. Nel periodo natalizio, il concerto di Natale segna il debutto sul podio ceciliano di Enrico Onofri con l’Oratorio di Natale di Bach, occasione naturale per celebrare la festa nella forma del grande repertorio sacro. Sul versante classico, un “tutto Mozart” vede Rudolf Buchbinder tornare come pianista-direttore in un ampio omaggio al compositore, con tre Concerti per pianoforte: n. 9 K 271 “Jeunehomme”, n. 23 K 488 e n. 22 K 482.
La Stagione da Camera riprende e sviluppa il fil rouge della programmazione — Beethoven 200°, Novecento e contemporaneo, grandi interpreti — portandoli nella dimensione cameristica, alternando recital, musica d’insieme e progetti vocali.
L’apertura in ottobre è affidata al soprano di fama internazionale Lisette Oropesa e sarà per la prima volta eseguita al Teatro dell’Opera di Roma, nell’ambito della collaborazione tra le due istituzioni musicali. Oropesa, si destreggia nel recital Mis amores son canciones, tra zarzuela e melodie d’amore iberiche (musiche di Barbieri, de Falla, Turina, Granados, Lecuona e altri), insieme al pianista Alessandro Praticò.
Il Coro sarà protagonista anche nella stagione cameristica: tra ottobre e novembre la compagine, diretta da Andrea Secchi e con Luigi Piovano – primo violoncello dell’Orchestra, sarà impegnata nel contemporaneo Cantico del Sole di Sofia Gubaidulina, appuntamento che si inserisce anche nel contesto delle celebrazioni per gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. A seguire lo stesso mese, prosegue la linea della musica moderna con Voices di Hans Werner Henze (in occasione del centenario della nascita), proposto da Carlo Boccadoro alla guida del New European Ensemble, in collaborazione con Romaeuropa Festival.
Nel percorso musicale di Beethoven 200°, il ciclo del Quatuor Ébène dedicato ai Quartetti si conclude proprio in questa stagione. Il percorso dedicato al genio di Bonn prosegue tra i tasti del pianoforte, con interpreti che inseriscono Beethoven al centro dei rispettivi recital: Mikhail Pletnev, Igor Levit e Pietro De Maria. La rassegna ospita anche il ritorno di Martha Argerich, “stella” del pianoforte, con l’Orchestre de Chambre de Lausanne diretta da Renaud Capuçon, in un appuntamento “tutto Beethoven” che raccorda in modo naturale la dimensione cameristica con il dialogo con l’orchestra.
Il capitolo pianistico della stagione da camera prosegue con ulteriori appuntamenti: il primo fra essi riguarda Evgeny Kissin e András Schiff, insieme in un evento cameristico che vede i due assi della tastiera affiancarsi in recital.
Ancora programmazione alla tastiera con Grigory Sokolov, una presenza ormai costante nella Stagione da Camera; il ritorno di Nikolai Lugansky e il ritorno di un pianista italiano nei cartelloni ceciliani: Benedetto Lupo.
Sempre nell’ambito del pianoforte, la stagione ospita per la prima volta a Santa Cecilia il duo dei fratelli Lucas e Arthur Jussen, in un programma per due pianoforti che mette al centro il dialogo a quattro mani: due interpreti che hanno portato questo repertorio a un pubblico più ampio, anche grazie a un’immagine comunicativa estremamente attuale, senza però rinunciare a rigore e qualità musicale.
Alla dimensione del recital e della musica d’insieme si affianca poi un capitolo dedicato agli ensemble ospiti, che riporta al centro la grande tradizione vocale e strumentale. Il Monteverdi Choir e gli English Baroque Soloists, diretti da Christophe Rousset, affrontano Theodora di Händel, tra i titoli più intensi del teatro sacro handeliano; torna poi Jordi Savall, con La Capella Reial de Catalunya, in un programma vivaldiano che include Magnificat e Gloria.
Sol Gabetta e Bertrand Chamayou sono tra i punti fermi del versante cameristico: un duo ormai collaudato, che mette al centro il repertorio per violoncello e pianoforte con un equilibrio molto naturale tra canto e architettura.
Gabetta, interprete di primo piano della scena internazionale, torna in stagione con un partner pianistico di riferimento come Chamayou, particolarmente apprezzato anche per il repertorio francese. Sul versante vocale, il recital liederistico trova uno dei suoi nodi più significativi con la Winterreise di Schubert, affidata al tenore Allan Clayton e al pianista Paul Lewis: un programma essenziale, costruito sulla continuità del racconto e sul rapporto paritario tra voce e pianoforte.
Comunicato stampa






