Dal 10 al 21 dicembre 2025, al Teatro Ambra Jovinelli di Roma, la compagnia Gli Ipocriti – Melina Balsamo, in coproduzione con il Teatro di Napoli Teatro Nazionale e con la Compagnia di Teatro di Luca De Filippo guidata da Carolina Rosi, porta in scena Non ti pago, l’ultima regia del maestro scomparso dieci anni fa. A interpretare Ferdinando Quagliuolo è Salvo Ficarra, che con straordinaria sensibilità e profondità rende attuale e moderna la commedia di Eduardo, conservando intatta la visione originale di Luca
La scenografia originale di Gianmaurizio Fercioni, i costumi di Silvia Polidori, le luci di Salvatore Palladino e le musiche di Nicola Piovani tornano intatti, quasi sospesi nel tempo: non un museo, ma un organismo che riprende fiato. L’allestimento conserva così l’impronta di Luca, che negli anni aveva spinto Non ti pago verso una lettura moderna, segnata dall’avidità morale e dalla disgregazione familiare.
Se le piccolezze umane possono essere raccontate con un sorriso, Non ti pago ne è la prova più chiara. Nel ruolo principale, Salvatore Ficarra trasporta idealmente un pezzo di Sicilia a Napoli, offrendo un’interpretazione sopra ogni previsione spazzando via ogni pregiudizio. Il grande schermo non aveva mai esaltato così il suo valore attoriale, che qui esplode in tutta la sua sincerità.
Nelle due ore di spettacolo costruisce un vortice di scambi, tensioni e ribaltamenti attorno al biglietto vincente conteso tra lui e il futuro genero. La superstizione, vera matrona della vicenda, aleggia sui personaggi come un potere indecifrabile, che sia la loro stessa mente a generare sciagura, o lo spirito del padre defunto di Ferdinando che troneggia e controlla tutta la scena in un dipinto, resta abilmente affidato all’immaginazione dello spettatore.
Sul palco si intrecciano avidità, amore e una generosità sempre condizionata, come se ciascun personaggio fosse imprigionato in un gioco morale più grande di lui.
Anche gli altri interpreti contribuiscono in modo straordinario: Carolina Rosi madre dell’idea di portare in scena De Filippo e madre giusta e impeccabile nella pièce, Nicola Di Pinto, Mario Porfito, Marcello Romolo, Viola Forestiero, Federica Altamura, Vincenzo Castellone, Andrea Cioffi nel ruolo del genero dona freschezza attraverso gli scambi di battute con Ficarra, Carmen Annibale e Paola Fulciniti portano ciascuno una caratteristica unica del proprio personaggio, con ritmi di parole e battute incalzanti e perfetti fin dalla Prima, restituendo un ensemble brillante, ben calibrato e superiore alla media degli spettacoli spesso visti nei teatri romani. Lo scambio di battute, al tavolo dell’unica scenografia proposta che sembra vivere con i personaggi, del prete, l’avvocato e Ferdinando è un momento che rimarrà impresso negli spettatori ricordando per la dinamicità, i giochi di parole ed equivoci, Totò.

Interpretare De Filippo non è facile, richiede misura e autenticità, senza cadere nel già visto o nel banale pur mantenendo un lato intimo e profondo. Ottimo l’omaggio della regia al maestro, che di sicuro avrà apprezzato le risate del pubblico e gli scroscianti applausi.
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