
Inaugurato il nuovo percorso ciclopedonale che recupera un’infrastruttura rimasta incompiuta per anni. Un progetto nato da un’idea di due architetti del quartiere nel 2013 e destinato a collegarsi con il Parco delle Sabine.
Arrivando all’altezza del viadotto, in corrispondenza di via della Bufalotta, si intravedono le biciclette lungo il nuovo percorso. La prima sensazione è quella di uno spazio che si apre, di una barriera che finalmente lascia intravedere una possibilità. Spazio e libertà: la libertà di muoversi in bicicletta, di camminare, di attraversare il quartiere in modo diverso, senza dover necessariamente ricorrere all’automobile.
È stata inaugurata oggi la nuova pista ciclopedonale del Viadotto dei Presidenti, nel Municipio Roma III. Un itinerario di circa 2,7 chilometri che restituisce una funzione a un’infrastruttura rimasta incompiuta per anni e che punta a trasformarsi in un collegamento tra quartieri, mobilità sostenibile e aree verdi.

Alla cerimonia erano presenti il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, l’assessore capitolino alla Mobilità Eugenio Patanè e il presidente del Municipio Roma III Paolo Emilio Marchionne.
Per anni il Viadotto dei Presidenti è rimasto una grande struttura senza una funzione compiuta, un elemento che non riusciva a esprimere il proprio potenziale come collegamento tra le diverse parti del quadrante nord-est della città.
Oggi quella struttura cambia destinazione e diventa uno spazio dedicato a chi sceglie di spostarsi a piedi o in bicicletta, ma anche a chi vuole fare sport all’aria aperta.
«Oggi non inauguriamo soltanto una ciclabile: restituiamo alla città un’opera incompiuta, un’area marginale e per decenni degradata, trasformandola in un’infrastruttura utile per collegare i quartieri e migliorare la qualità della vita delle persone», dichiara il presidente del Municipio Roma III, Paolo Emilio Marchionne.

L’intervento ha puntato soprattutto sul recupero e sulla riqualificazione delle strutture esistenti, anziché sulla costruzione di una nuova infrastruttura. L’obiettivo è superare una barriera fisica che per anni ha inciso sulla continuità tra i quartieri, rafforzando i collegamenti ciclabili e pedonali e favorendo l’integrazione con la rete della mobilità sostenibile e con il trasporto pubblico.
La storia di questo progetto comincia molto prima dell’inaugurazione. L’idea di recuperare il viadotto per trasformarlo in un collegamento ciclabile risale infatti al 2013, quando la proposta fu portata all’attenzione del Municipio da Massimiliano Foffo e Alessandro Lungo, due giovani architetti residenti nel quartiere.
Una proposta nata dall’osservazione del territorio e dalla capacità di immaginare una nuova funzione per un’opera che sembrava destinata a rimanere inutilizzata.
«È importante ricordare anche da dove nasce questa idea: dal territorio, dall’osservazione quotidiana dei quartieri e dalla capacità di immaginare un uso diverso di uno spazio che sembrava destinato a rimanere inutilizzato. La proposta avanzata nel 2013 da Massimiliano Foffo e Alessandro Lungo ha contribuito a indicare una prospettiva di recupero che oggi diventa realtà. È un esempio del valore delle idee che nascono nelle comunità locali e che, attraverso il lavoro delle istituzioni, possono trasformarsi in opere concrete», prosegue Marchionne.
Il nuovo percorso rappresenta così anche il risultato di un’intuizione nata sul territorio e diventata, nel tempo, un progetto concreto. Un esempio di come il recupero di un’infrastruttura esistente possa contribuire alla rigenerazione urbana e alla creazione di collegamenti alternativi alla mobilità privata.
La pista ciclopedonale guarda anche al futuro e alla possibilità di integrarsi ulteriormente con il sistema degli spazi verdi del quadrante, in particolare con il Parco delle Sabine.
Il progetto prevede, in prospettiva, la realizzazione di due ponti ciclopedonali di scavalco del Viadotto dei Presidenti, pensati per rafforzare la continuità dei collegamenti e rendere più agevole la fruizione delle aree verdi da parte dei cittadini.
«Il nostro obiettivo è costruire una rete, non realizzare singoli interventi isolati. Il Viadotto dei Presidenti può diventare un asse fondamentale per collegare i quartieri, i parchi e i nodi del trasporto pubblico, contribuendo a una mobilità quotidiana meno dipendente dall’automobile. La connessione con il Parco delle Sabine e la prospettiva dei due ponti ciclopedonali rappresentano ulteriori passaggi in questa direzione», sottolinea il presidente del Municipio.
Alla riqualificazione si aggiungerà un intervento di valorizzazione ambientale: nelle prossime settimane saranno messi a dimora 150 nuovi alberi, con l’obiettivo di ombreggiare il percorso e migliorare la qualità ambientale del quadrante.
«Vogliamo che il recupero del viadotto sia parte di una trasformazione più ampia, nella quale infrastrutture, mobilità sostenibile e verde urbano procedano insieme. Restituire uno spazio alla collettività significa anche prendersene cura, migliorarlo e inserirlo in un sistema di percorsi e aree verdi sempre più connesso. Ringrazio il Sindaco Roberto Gualtieri e l’assessore Eugenio Patanè per il lavoro condiviso, e tutte le persone che hanno contribuito a rendere possibile questo risultato», conclude Marchionne.
Il valore della nuova pista non si misura soltanto nei chilometri realizzati. Un percorso ciclopedonale può cambiare il modo in cui le persone vivono il territorio, soprattutto in una zona urbana dove le distanze e le separazioni fisiche possono rendere meno immediati gli spostamenti quotidiani.
La sensazione di spazio e libertà che si avverte già arrivando da via della Bufalotta racconta bene il significato di questa trasformazione: un’infrastruttura che per anni è rimasta incompiuta viene finalmente restituita alla collettività con una funzione concreta.






