Home Musica Verdi risuona tra le pietre di Massenzio con un Gala di grande...

Verdi risuona tra le pietre di Massenzio con un Gala di grande impatto tra giovani talenti e tradizione

0
Diego Ceretta ©Fondazione ORT – Marco Borrelli

Il 15 luglio, nell’ambito della rassegna estiva Santa Cecilia a Massenzio, la Basilica ha ospitato il Verdi Gala con Diego Ceretta sul podio dell’Orchestra Nazionale dei Conservatori e del Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Un programma interamente dedicato alle pagine corali e sinfoniche di Giuseppe Verdi, che ha accompagnato il pubblico in un intenso percorso tra spiritualità, dramma e trionfo.

Il vero filo conduttore della serata è stato il Coro, autentico protagonista del teatro musicale verdiano. Il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, preparato da Andrea Secchi, ha dato voce ai grandi protagonisti collettivi delle opere di Verdi: dai crociati de I Lombardi alla prima crociata agli ebrei del Nabucco, fino al popolo egiziano di Aida. Più che semplice accompagnamento, il coro è diventato il motore dell’azione teatrale, raccontando le vicende di intere comunità attraverso la forza della parola e del suono.

Roma, Auditorium Parco della Musica 12 2022
Foto ufficiale del Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretto da Piero Monti
©Accademia Nazionale di Santa Cecilia / Musacchio, Ianniello, Pasqualini & Fucilla

Il programma ha così disegnato un viaggio attraverso il sacro e il profano, alternando pagine di intensa spiritualità, come O Signore, dal tetto natio e Va, pensiero, a momenti di grande spettacolarità teatrale, come l’Incantesimo e le Danze da Macbeth o il trionfale Gloria all’Egitto da Aida. Ne è nato un itinerario emotivo che attraversa preghiera, magia, dolore e celebrazione, mettendo in luce anche l’evoluzione del linguaggio verdiano, dai primi capolavori alla piena maturità.

Il continuo contrasto fra popoli oppressi e popoli vittoriosi ha creato una vera drammaturgia concertistica, resa ancora più suggestiva dalla monumentalità della Basilica di Massenzio, le cui architetture hanno dialogato idealmente con le grandi civiltà evocate dalla musica di Verdi.

L’apertura con la Sinfonia di Aida conduce immediatamente l’ascoltatore nell’atmosfera della Basilica. Gli archi, protagonisti dell’introduzione, disegnano una trama sonora elegante e avvolgente, sostenuta da interventi misurati delle percussioni.

Ceretta dirige con gesto chiaro ed essenziale: la bacchetta governa con precisione il disegno orchestrale, mentre la mano sinistra modella dinamiche e fraseggio con naturalezza. Una leggera brezza, quasi parte della scenografia naturale della serata, accompagna l’inizio del concerto contribuendo a creare un’atmosfera di rara suggestione.

Il Coro entra quindi in scena con “Gerusalem!…Gerusalem!…La grande, la promessa città da I Lombardi alla prima crociata. L’impatto è immediato: il suono delle trombe conferisce solennità alla pagina, mentre la compattezza dell’insieme corale restituisce tutta la forza evocativa del brano. Ancora più intensa appare l’esecuzione di “O Signore, dal tetto natio”, affrontata con equilibrio espressivo e una partecipazione emotiva che coinvolge il pubblico.

Nel passaggio a Macbeth cambia completamente il clima musicale. Il clarinetto introduce con eleganza l’Incantesimo, preparando l’ingresso del coro nel celebre “Tre volte miagola la gatta in fregola…”, eseguito con precisione ritmica e notevole efficacia teatrale. Le Danze mettono invece in evidenza il carattere brillante dell’Orchestra, con il clarinetto ancora protagonista nel guidare il fraseggio leggero e danzante. L’atmosfera torna poi improvvisamente cupa con “Patria oppressa!”, preceduta dal pizzicato degli archi, in un’esecuzione intensa che sottolinea tutta la disperazione racchiusa in una delle pagine corali più profonde di Verdi.

La seconda parte del concerto si apre con la Sinfonia del Nabucco, nella quale i timpani imprimono energia e vigore alla scrittura orchestrale.

Seguono “Gli arredi festivi” e soprattutto “Va, pensiero, sull’ali dorate”, accolto dagli applausi più calorosi della serata. L’esecuzione evita ogni retorica, puntando invece sulla purezza del suono corale e sull’equilibrio delle dinamiche, qualità che rendono il celebre coro ancora oggi capace di emozionare.

La Sinfonia dei Vespri siciliani introduce una dimensione più brillante e ritmicamente vivace, valorizzando la maturità orchestrale raggiunta dai giovani musicisti dell’Orchestra Nazionale dei Conservatori, protagonisti di una prova convincente sia per compattezza sia per qualità timbrica.

La conclusione è affidata al trionfale “Gloria all’Egitto” dal Finale II atto dell’Aida, che chiude la serata con lo splendore delle fanfare e l’imponenza del Coro. È il momento della festa e della celebrazione, accolto con entusiasmo dal pubblico e coronato dagli applausi rivolti tanto ai musicisti quanto al direttore.

In una serata particolarmente calda, Diego Ceretta ha affrontato il concerto con energia inesauribile, mantenendo costante la tensione narrativa e ottenendo dall’Orchestra una risposta sempre attenta. Particolarmente convincente è apparsa la sintonia tra il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e i giovani strumentisti dell’Orchestra Nazionale dei Conservatori, esempio concreto di come un progetto formativo possa raggiungere risultati artistici di alto livello.

Il Verdi Gala ha così confermato come la grande musica corale possa trovare nella Basilica di Massenzio una cornice ideale, capace di amplificare il dialogo tra storia, architettura e melodramma. Un omaggio a Verdi che non si è limitato alla celebrazione del compositore, ma ha restituito al pubblico la forza universale del suo teatro musicale, ancora oggi capace di emozionare e coinvolgere.