Ci sono locali in cui entro per un caffè veloce e altri in cui, quasi senza accorgermene, finisco per restare molto più del previsto. Shell Libreria Bistrot, nel quartiere Nomentano, appartiene decisamente alla seconda categoria.

La prima cosa che mi ha colpito non è stata la colazione, ma il luogo. Prima ancora di sedermi ho iniziato a guardarmi intorno. Ho scoperto che quello che oggi è uno dei bistrot più particolari della zona nasce dal recupero di un’ex officina, trasformata dallo studio Schiattarella Associati in uno spazio che ha mantenuto la propria anima industriale. Le travi a vista, il cemento, le grandi vetrate affacciate su Villa Paganini raccontano ancora la storia dell’edificio, mentre la vecchia insegna “Shell”, ritrovata durante i lavori e restaurata, è diventata il simbolo di questo progetto.
Qui non c’è soltanto un bistrot. C’è una libreria indipendente, uno spazio che ospita presentazioni di libri, incontri culturali, concerti ed eventi. Ma soprattutto c’è un ambiente in cui si ha davvero la sensazione di poter restare quanto si vuole. Nessuno sembra avere fretta.

Mi sono accorta quasi subito che nessun tavolo è uguale all’altro. Le sedie sono tutte diverse, le poltrone invitano a sedersi con un libro tra le mani e gli arredi sembrano scelti uno a uno, senza inseguire una moda. È proprio questa apparente spontaneità a rendere il locale così accogliente.

Poi è arrivato il momento della colazione.
Ed è qui che, secondo me, Shell dà il meglio di sé.
La proposta è ampia ma senza eccessi. Ho visto uscire dal bancone cappuccini preparati con cura, caffè, matcha, tè e tisane, mentre sul banco dei dolci era difficile scegliere. Plumcake al cioccolato, al limone, carrot cake, banana bread, grandi cookies e i lievitati rendono la colazione qualcosa di più del classico caffè e cornetto. Per chi preferisce il salato ci sono anche uova, pancake, yogurt e frutta fresca.

Io ho scelto un tè e una fetta di carrot cake. Una colazione semplice, ma preparata con attenzione e senza quella sensazione di prodotto industriale che spesso si ritrova in tanti locali.
Mentre facevo colazione mi sono ritrovata a osservare gli scaffali della libreria. Tra un libro e l’altro spuntavano piccoli post-it colorati. Non erano messaggi dello staff, ma consigli lasciati direttamente dai lettori: impressioni, suggerimenti, frasi scritte a mano. Un dettaglio che mi è sembrato raccontare perfettamente lo spirito del posto, perché rende chi entra parte del locale e non un semplice cliente.

La cosa che più mi è rimasta impressa, però, è stata il tempo. O meglio, l’assenza della fretta. Attorno a me c’era chi leggeva, chi lavorava al computer, chi studiava, chi chiacchierava davanti a un caffè. Nessuno sembrava avere l’urgenza di liberare il tavolo. È una sensazione sempre più rara in città.
Anche il personale contribuisce a creare questa atmosfera. L’accoglienza è cordiale, discreta, mai invadente. E c’è un’attenzione in più per chi arriva con il proprio cane: Shell è pet friendly e gli amici a quattro zampe sono i benvenuti.
Sono uscita pensando di aver scoperto un posto dove la colazione è solo il punto di partenza. Shell è uno spazio che invita a rallentare, a leggere qualche pagina, a lavorare senza pressioni o semplicemente a concedersi un’ora tutta per sé. In una città che corre sempre, non è poco.

Dove
Shell Libreria Bistrot – Vicolo della Fontana 28, Roma.
Da provare
Il cappuccino con una fetta di carrot cake o di banana bread, oppure uno dei plumcake artigianali accompagnati da un tè o una tisana.
Il valore aggiunto
La libreria partecipata, dove i lettori lasciano piccoli consigli di lettura scritti a mano sui post-it tra gli scaffali.
Ideale per
Chi cerca un luogo in cui fare colazione con calma, leggere, lavorare, studiare o concedersi una pausa lontano dalla frenesia quotidiana.
Questo articolo non è sponsorizzato. La redazione ha visitato il locale autonomamente e non ha ricevuto compensi, omaggi o altre forme di corrispettivo per la realizzazione di questo contenuto. Le opinioni espresse sono frutto dell’esperienza diretta vissuta durante la visita.







