La Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone ha riaperto ufficialmente la stagione estiva con l’inaugurazione del Roma Summer Fest 2026. Sabato 14 giugno protagonista Serena Brancale con il suo Sacro Tour. Una scelta che ha immediatamente definito il tono della manifestazione: contemporaneo, aperto alle contaminazioni e capace di dialogare con pubblici diversi

Ad aprire la serata è stato KLEM, accompagnato dai ballerini Ale e Antonio, che hanno saputo scaldare il pubblico in attesa dell’arrivo della cantante. Poi le luci si abbassano e Serena Brancale fa il suo ingresso sulle note di Al mio paese, accolta da un lungo applauso. Fin dai primi istanti è chiaro che il Sacro Tour non è soltanto un concerto, ma uno spettacolo totale in cui musica, danza e performance si fondono in un unico racconto.
Accanto all’artista pugliese, un corpo di ballo eccezionale accompagna ogni brano con una vitalità contagiosa. L’energia che i danzatori riescono a trasmettere è travolgente e contribuisce a trasformare la Cavea in un grande teatro a cielo aperto. La presenza scenica di Serena Brancale domina il palco con naturalezza, sostenuta da una band affiatata e da una produzione essenziale ma estremamente efficace.
La scaletta procede senza interruzioni, in un susseguirsi di canzoni che si rincorrono e si trasformano continuamente. Jazz, soul, sonorità mediterranee ed elettronica si intrecciano con incursioni nella disco music, nel reggaeton e perfino nel merengue. Un viaggio musicale che conferma la filosofia artistica della cantante: la musica è universale, non conosce confini e può attraversare linguaggi e culture diverse mantenendo intatta la propria forza comunicativa.
Nel corso della serata non manca un sentito omaggio a Lucio Dalla, reinterpretato attraverso arrangiamenti personali che mettono in evidenza la sensibilità musicale della Brancale e la sua formazione jazzistica. Momenti che testimoniano la capacità dell’artista di rileggere la tradizione senza mai tradirne lo spirito.
Uno dei passaggi più emozionanti arriva con il cambio d’abito: il lungo vestito nero in pizzo lascia spazio a un etereo abito bianco. Seduta al pianoforte, Serena interpreta Qui con me, il brano presentato all’ultimo Festival di Sanremo e dedicato alla madre. La Cavea si raccoglie in un silenzio quasi religioso e l’emozione attraversa il pubblico, che accompagna la performance con un ascolto intenso e partecipe.
Durante tutto il concerto emerge con forza l’amore dell’artista per la musica e il piacere autentico di stare sul palco. Lo si percepisce nella libertà con cui passa da un genere all’altro, nel dialogo continuo con i musicisti e nella gioia condivisa con il pubblico. Non manca neppure un raffinato omaggio alla tradizione internazionale con una suggestiva interpretazione di Bésame Mucho, eseguita con eleganza e intensità.
Sul palco trovano spazio numerosi strumenti che contribuiscono a rendere il live particolarmente ricco dal punto di vista sonoro: violino, tastiere, tromba, maracas e una vasta gamma di percussioni si alternano e si sovrappongono creando un paesaggio musicale dinamico e sorprendente.
La sorpresa più attesa arriva però quando sul palco sale Fiorella Mannoia. L’accoglienza del pubblico è calorosissima. Le due artiste condividono prima una intensa interpretazione di Oh che sarà e poi coinvolgono l’intera Cavea sulle note di Anema e core, dando vita a uno dei momenti più applauditi della serata. Un incontro artistico che unisce generazioni, esperienze e sensibilità diverse, celebrando il valore della musica come linguaggio comune.
Roma Summer Fest si trasforma così in una vera festa della musica dal vivo: uno spettacolo capace di alternare introspezione ed energia, ricerca e intrattenimento, confermando Serena Brancale come una delle artiste più originali e versatili del panorama musicale italiano contemporaneo.







