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“La sonnambula” di Bellini al Teatro dell’Opera di Roma

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Francesco Lanzillotta sul podio dell'Opera di Roma_ph Fabrizio Sansoni-Opera di Roma 2023
Jean-Philippe Clarac e Olivier Deloeuil del collettivo artistico Le lab” hanno curato la mise en scène de “La sonnambula” di Vincenzo Bellini, il libretto è di Felice Romani, rappresentata al Teatro dell’Opera di Roma (Teatro Costanzi) da 9 al 17 aprile 2024. Sul palco per l’esibizione del 13 aprile Ruth Iniesta nel ruolo di Amina, Marco Ciaponi interpreta Elvino e Manuel Fuentes “Il Conte”. La drammaturgia è di Luc Bourrousse
Jean Philippe Clarac e Olivier Deloeuil_Copyright Le lab

Un adattamento contemporaneo quello voluto dalla coppia di registi francesi, un viaggio onirico in cui la protagonista (Lucia Lorè) proiettata sul grande schermo fa da ponte tra l’opera e lo spettatore in un duplice sogno nel sogno de “La sonnambula”.

Un pubblico eterogeneo di tutte le età, in platea e sui palchi, molti stranieri, per la pomeridiana al Teatro dell’Opera di Roma in sold-out per l’occasione. Nonostante le critiche ricevute in occasione della Prima sia la regia ma soprattutto l’interpretazione hanno riscosso fragorosi applausi. Ruth Iniesta ha incantato oltre la scenografia, la platea e tutto il teatro, con le modulazioni della voce anche per la potente interpretazione, al suo fianco Marco Ciaponi e Manuel Fuentes riscuotono lo stesso successo. Nel cast Monica Bacelli (Teresa), Francesca Benitez (nei panni di una Lisa aggressiva ed audace) e Mattia Rossi (Alessio) dal progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma.

Le perplessità nate dalla sovrapposizione cinematografica come utilizzo scenografico, intrecciate anche a diverse rappresentazioni in chiave classica come i diversi quadri della “Maddalena Penitente” a fianco di riproduzioni contemporanee in video, sono spazzate via dall’originalità. In un’ultima immagine Maria Callas troneggia proiettata sullo sfondo del teatro interprete nel 1957 di Amina con una regia dai toni molto più classici.

Sul palco oltre ai protagonisti circa cinquanta cantanti del Coro diretto da Ciro Visco che per anni è stato a capo del Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma e che dimostra tutta la sua maestria; non da meno il Direttore d’Orchestra Francesco Lanzillotta, torna al Costanzi dopo “L’elisir d’amore” dello scorso anno ed esprime nella sua interpretazione la passione che nutre per quest’opera seria ma dai toni gioiosi, raffinata e semplice, una delle più talentuose di Bellini.

Francesco Lanzillotta_ph Fabrizio Sansoni-Teatro dell’Opera di Roma 2023

La Amina di oggi sul grande schermo e la Amina dell’opera originale dialogano alla scoperta dello stesso destino di vita ma su piani diversi, l’una in una galleria d’arte, la galleria Elvezia (da notare il richiamo alla Svizzera) e poi in un lussuoso albergo (le scene sono in collaborazione con le Gallerie Nazionali di Arte Antica e realizzate presso la sede di Palazzo Barberini oltre che all’esterno del teatro dell’Opera da Pascal Boudet e Timothée Buisson) in attesa del matrimonio il mattino successivo, l’altra all’opposto, in un villaggio semplice di contadini tra le montagne svizzere.

Ruth Iniesta@Jonathan Manch

Due vite eppure la stessa, due contesti diversi temporali e spaziali, accomunati dalla scenografia moderna realizzata dal collettivo artistico e da Christophe Pitoiset. Materassi su una pedana roteante sono gli spettatori di un ipotetico tradimento di Amina con il Conte, colei promessa sposa a Elvino di cui seppur innocente ne tradisce la fiducia. Ma l’amore è il centro di quest’opera belliniana, l’amore che trionfa dopo aver affrontato i lati oscuri del sonnambulismo che tanto spaventava gli spettatori dell’epoca. Un fantasma reale a occhi aperti ma incosciente nel candore di una vergine. Un limbo sconosciuto affrontato da Bellini e reso quasi “puro” e giustificativo d’ogni azione.