Home Viaggi Giorgia e Stefano atterrano ad Auckland, ma le disavventure continuano!

Giorgia e Stefano atterrano ad Auckland, ma le disavventure continuano!

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Auckland
Ciao a tutti coloro che hanno deciso di passare un dolce e tranquilla domenica, cercando di recuperare le energie per ricominciare una nuova settimana

Ringrazio chi, che fra le mille cose da fare hanno scelto di dedicare dieci minuti alla lettura di questo mio nuovo racconto. 😊

Arrivati a Auckland, ci stupimmo di quanto fosse piccino l’aeroporto rispetto a quello da cui ci eravamo imbarcati (Melbourne).

Ma per questa ragione ritrovammo i bagagli e tutte le cose di cui avevamo bisogno in un attimo senza nessun intoppo.

Fino a quando, decidemmo di contattare Uber . Si tratta di= un servizio nato a San Francisco che  fornisce un servizio di trasporto automobilistico privato attraverso un’applicazione mobile che mette in collegamento diretto passeggero e autista. La società è presente in decine di città in tutto il mondo, si può prenotare attraverso l’applicazione tramite la quale i clienti possono rintracciare la posizione dell’auto prenotata. Ed in genere viene pagato online anticipatamente.

Purtroppo, però la sfortuna non ci abbandonò nemmeno questa volta, infatti perdemmo più di mezz’ora prima di riuscire capire come funzionasse ed una volta compreso, per qualche strana ragione l’App non ci permetteva di pagare usando la nostra carta. Inoltre, assurdo o no, ci perdemmo fra i parcheggi, trascinando le nostre valigie immense sotto la pioggia. Il mio braccio non lo sentivo più dal dolore e da lì a poco lo avrei sicuramente perso se non avessimo trovato un taxi.

Che, come tutti sanno… è sempre un mezzo costoso, ovunque. Ma la cosa importante era arrivare alla casa sani, salvi e soprattutto INTERI.

Una volta giunti alla nuova temporanea dimora a Mount Albert. Ci siamo subito meravigliati della zona verdissima e così tanto tanto tranquilla e ancora diversa rispetto agli altri paesi in cui siamo stati quando abitavamo in Australia.

La casetta storica era costruita con pietra vulcanica.

Perché ? Beh, forse non lo sapete, ma la zona centrale della New Zealand è ricca di vulcani e manifestazioni vulcaniche, come i Geyser. Così alcune case vengono costruite utilizzando questa risorsa.

Era piccina ma romantica e bellina davvero. Costituita dal piano terra in cui vi era stato adibito uno spazioso e moderno con  un bagno e al piano di sopra, un sottotetto con cucina, camera e salotto. Il tutto disposto davvero molto bene.

Dopo aver sistemato bagagli e dopo esserci rilassati un attimo davanti ad un tè caldo abbiamo deciso di farci un giretto per la città di Auckland .

Non conoscevamo la zona, ma grazie ad un’applicazione scaricata (RideMate), persino girare in una città che non conoscevamo, risultò quasi una passeggiata.

Se davvero devo essere sincera, tutto risultò abbastanza facile perché la mia dolce metà ha un senso dell’orientamento sicuramente molto più sviluppato del mio. Se avessi dovuto girare da sola, avrei passato l’intera giornata a domandare alla gente dove diamine mi trovassi e vi ASSICURO che non sto scherzando!

Parlando di Auckland, sinceramente non siamo rimasti colpiti dalla città.

Non ci è piaciuta moltissimo. Un elemento influenzante è sicuramente il fatto che entrambi non siamo amanti delle grandi metropoli, il caos ed il traffico non fanno per noi. Inoltre, non l’abbiamo trovata nemmeno piacevole da girare. Mi risulta un po’ difficile spiegarvi come mi sono sentita. Ma non mi ha dato alcuna vibrazione.

Auckland è la città più popolata dell’intero paese con oltre 1,4 milioni di abitanti.

Una delle mete più gettonate, tra coloro che ricercano un impiego e a chi piace la vita da metropoli.

Molte persone con cui ho parlato, hanno amato vivere a Auckland, quindi non statemi ad ascoltare… Da Qui dovrete comunque passarci, sia perché è definita un MUST DO, sia perché è una delle poche mete che vi dà la possibilità di trovare qualunque cosa a prezzi competitivi senza dover pagare un occhio della testa.

Queste mie parole sarete in grado di comprenderle meglio quando inizierete a girare la Nuova Zelanda.

Sì, perché a parte le grandi città dell’isola, vi assicuro che troverete spazi e spazi di nulla. Paesaggi incredibili, verdi e colorati a chiazze bianche, nere e/o marroni per via delle centinaia di pecore e/o mucche che vi pascolano. Paesini di non più di una dozzina di case, a volte quasi inquietanti. Sembra quasi impensabile che esiste davvero chi possa vivere in queste condizioni. Eppure…

Saper vivere nella semplicità e saper gioire semplicemente avendo l’indispensabile per vivere.

3 day:

Il giorno seguente speravamo di iniziare la giornata presto così da poterci godere l’intera giornata.

Ma, non feci nemmeno in tempo a spegnerla che ritornammo a dormire come due sassi e solamente alle 11 am riuscimmo ad aprire gli occhi. Ma d’altronde dopo un’intera giornata di viaggio e le vicissitudini accadute eravamo abbastanza stanchini.

Dopo aver fatto colazione siamo poi andati alla fermata del bus (dietro casa) e quando abbiamo allungato all’ autista la nostra carta di credito per pagare, non avendo soldi liquidi con noi, ci disse che sfortunatamente accettava solamente cash.

Ma fortunatamente, vedendoci un po’ spaesati perché nuovi della città  si rivelò una persona davvero di cuore ed infatti ci ha fatto fare la corsa gratuitamente!

Anzi si mise persino a darci alcune informazioni utili su come girare la città. Sembrava quasi disposto a volerci fare da Guida. 😊

Ad Auckland, avevamo in progetto di comprare delle scarpe adatte per le nostre future camminate in montagna.

Quindi ci fermammo e fortunatamente trovammo subito le scarpe dei nostri sogni, senza penare troppo :).

Uscimmo ed iniziammo ad incamminarci fino a quando ci era venuta in mente l’idea di buttare le scatole nelle quali erano conservate e di metterle nel nostro zaino, in modo tale da non averle in mano e rimasi davvero senza parole, le mie scarpe non c’erano, la commessa aveva confuso le mie scarpe con le scarpe di qualcun altro!

Ragazzi, ma vi pare??? Va bene che una vita noiosa non è divertente, ma nemmeno così. Decidemmo, ovviamente di tornare indietro e fortunatamente, lo staff del negozio si rivelò molto disponibile e gentile.

Scarpe nuove

Poi abbiamo continuato a girare la città e deciso di fare la card AT per i bus e treni.

 AT è una tessera che vi permette di girare attraverso i vari mezzi pubblici del costo di 10$ e la potete caricare in stazione ma anche in tanti altri ” bar , tabacchi ” o addirittura online , ma attenti perché caricando online i soldi vengono caricati dopo 72h.

Che avventure, nonostante fossimo ancora al secondo giorno, ne avevamo affrontate già parecchie.

La sera, decidemmo di passarla a casina fra di noi, iniziando la ricerca per il campervan, il nostro futuro “amico su 4 ruote”  .

Per ora ragazzi, vi saluto, ma state tranquilli perché’ presto sarò di ritorno con il terzo capitolo per assillarvi ancora un pochino con le mie storielle 😀…

Giorgia Marcon

LEGENDA :

*Muschietto = e’ il soprannome del mio compagno, che durante una delle nostre camminate si era innamorato follemente di un particolare muschio che cresceva attorno al vulcano.

*Giorgetti = il nome del nostro campervan, derivante da Giorgia e Panzetti .

Giorgia e Stefano partono per la Nuova Zelanda