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Francesca Michielin e Fedez sul palco del Festival di Sanremo: emozioni e felicità

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Fedez e Francesca Michielin -ph Fabrizio Cestari
La prima sera, sul palco del Teatro Ariston, la coppia artistica Michielin-Fedez era visibilmente emozionata, legati da un nastro bianco simbolo di questo periodo in cui siamo tutti lontani ma uniti, hanno cantato il brano scritto da loro “Chiamami per nome”

Il successo è stato immediato, dopo poco più di ventiquattr’ore il brano diventa il n.1 su Spotify, Apple Musica, Amazon Music, iTunes Italia. Apprezzatissimo dal pubblico è frutto di una collaborazione tra i due autori e Jacopo D’Amico, Davide Simonetta, Alessandro Mahmoud (Mahmood), Alessandro Raina. Il brano prodotto da d.whale è stato creato un po’ in studio un po’ da remoto rispettando le limitazioni di questo periodo storico. Il risultato è eccellente e la conclusione dello stesso durante l’estate è sfociata nel desiderio degli autori di presentarlo a Sanremo, il palco d’Italia.

Abbiamo intervistato la coppia artistica Michielin-Fedez in una delle tante giornate sanremesi, rigorosamente da remoto.

L’emozione e lo scambio di sguardi della prima sera sono stati molto forti, qual era il significato del nastro che vi univa sul palco?

“Ha una doppia valenza, dopo la nostra esibizione è stato oggetto di meme eccezionali (rif. Aldo, Giovanni e Giacomo travestito da camaleonte che taglia il nastro) e dall’altra parte volevamo che raccontasse non solo come noi viviamo il palco, ma per tutti sentendoci distanti ma vicini, una cosa semplice che potesse restituire la fotografia di questo periodo storico”

Tornare sul palco com’è stato?

“È pazzesco. L’unica nota grigia è stare lontano dalla mia famiglia, se ci fossero stati anche loro sarebbe stato perfetto. Non avevo mai suonato con un’orchestra così completa e, nonostante la platea fosse vuota, l’energia dell’Ariston la senti comunque, l’emozione c’era”

Sullo styling vi siete confrontati?

“Non ci siamo confrontati molto, ognuno ha fatto quello che desiderava, vero Franci?” Fedez passa la parola a Francesca “Ognuno ha uno styling differente però stiamo incredibilmente molto bene assieme e questa cosa è molto bella”.

Anche nella serata dedicata alle cover la loro scelta musicale è stata complessa.

Il medley dedicato alle coppie è stato un viaggio tra piano e archi che accennano a “Del verde” la ballad di Calcutta, che lentamente si trasforma in un “Le cose in comune” di Daniele Silvestri, in una inedita versione brass band ispirata all’era delle grandi orchestre jazz di Benny Goodman e in cui riecheggia “It’s oh so quiet” di Björk. Con uno scatto estemporaneo, gli archi catapultano in atmosfere Ska/Punk in cui va a incastonarsi l’originale versione di “Felicità” della coppia Albano e Romina, dove fa incursione anche “Fiumi di Parole” dei Jalisse. Il cerchio si chiude e tornano le atmosfere più soft che accolgono “Non Amarmi” di Aleandro Baldi e Francesca Alotta in una versione j-pop all’italiana.

E, se essere a Sanremo per loro è una boccata di normalità, incontrare gli altri artisti, cantare su un palco e come dice ridendo Fedez “Guardare dai televisori a tubo catodico le esibizioni degli altri dal camerino”, per il pubblico, da casa, è stato un momento emozionante e di felicità.