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“Figli” e il David di Donatello che ha commosso l’Italia

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"Figli" di Giuseppe Bonito
“Figli” è la storia dell’equilibrio di una coppia apparentemente perfetta, messo a dura prova dall’arrivo di un nuovo bambino. Il film, diretto da Giuseppe Bonito, alla 66esima edizione dei David si è aggiudicato il premio per la miglior sceneggiatura originale

In ambito cinematografico, dopo gli Academy Awards (più conosciuti come gli “Oscar”), i David di Donatello sono uno degli appuntamenti più attesi del panorama italiano. L’edizione 2021, che si è svolta lo scorso 11 maggio, ha avuto un grande filo conduttore: il desiderio di ritornare presto al cinema. Durante la cerimonia, non sono mancati momenti davvero emozionanti. Se uno di questi, è stato l’assegnazione a Sophia Loren del premio quale miglior attrice protagonista per il ruolo interpretato nel film “La vita davanti a sé”, il momento in assoluto più toccante ha coinciso però con il riconoscimento assegnato a Mattia Torre per la sceneggiatura originale del film “Figli

Valerio Mastandrea e Paola Cortellesi, diretti da Giuseppe Bonito, sono i protagonisti di questa pellicola uscita in sala pochi giorni prima dell’inizio della prima emergenza covid. I due attori italiani interpretano Sara e Nicola, una coppia sposata da tempo che vive a Roma con una bambina di sei anni. Ed è proprio quando sembra andare tutto nel verso giusto, che l’arrivo di Pietro, il secondo figlio, romperà l’equilibrio della loro vita perfetta.

Tra i pianti notturni del nuovo arrivato (sostituiti nel film con l’audio di un pianoforte), i suoceri poco propensi a dare una mano e le chat di classe della prima figlia, ci viene presentata una quotidianità con toni agrodolci. Due genitori sull’orlo di una crisi di nervi, con un contorno che non li aiuta.

La trama del film è ispirata al monologo “I figli invecchiano di Mattia Torre, che lui stesso, prima di morire, ha adattato per il grande schermo. Il testo, irriverente e pungente, fa da apertura al lungometraggio, non raccontando cose surreali ma piuttosto veritiere, e facendo da filo conduttore per tutta la durata della pellicola. Si tratta di un’opera molto interessante, che pone in maniera intelligente i problemi di tante coppie di oggi relativamente giovani (tra i 40 e i 50 anni), suscitando nello spettatore svariati interrogativi cui il film sprona a dare una propria risposta personale. 

“Figli”, per il quale Mastandrea e la Cortellesi hanno ottenuto la candidatura quali migliori attori protagonisti ai citati David di Donatello, ha ottenuto come dicevamo l’ambito premio per la sceneggiatura originale. A ritirarlo, in luogo dello sceneggiatore prematuramente scomparso nel luglio del 2019, la figlia Emma di soli 12 anni, che ha commosso tutti i presenti rendendo omaggio al padre deceduto.

Volevo fare i complimenti a mio padre che è riuscito a vincere questo premio anche se non c’è più” ha detto Emma, riuscendo a trattenere le lacrime proprio mentre le telecamere inquadravano un emozionantissimo Valerio Mastandrea, grande amico del regista.

Con lui, la cultura italiana ha perso una figura emblematica. Torre, scomparso a causa di una malattia che non gli ha lasciato scampo proprio poco prima dell’inizio delle riprese di “Figli”, è stato infatti un personaggio molto amato nel panorama del cinema italiano. Di lui si ricordano in particolare alcuni film e serie televisive molto apprezzate come “Boris” e “La linea verticale”.