Una grande festa più che un semplice concerto. Così Emma ha inaugurato il suo tour estivo 2026 giovedì 2 luglio all’Ippodromo delle Capannelle, nell’ambito di Rock in Roma 2026. Un debutto atteso e costruito come una celebrazione della sua carriera e delle relazioni artistiche che l’hanno accompagnata nel tempo, tra ospiti, omaggi e una scaletta pensata per alternare energia e momenti più intimi

L’arrivo all’Ippodromo delle Capannelle per il concerto di Emma, per chi, come il racconto di questa serata, ha dovuto affrontare anche una difficoltà motoria, si è rivelato sorprendentemente agevole. L’organizzazione del festival ha gestito con precisione l’accesso: parcheggio vicino all’ingresso e accompagnamento fino all’area dedicata. Una gestione efficiente, con un unico margine di miglioramento possibile nella previsione di una piccola navetta elettrica per coprire il tragitto finale fino alla zona adiacente al palco.
Il concerto si apre con una scelta chiara: nessun effetto scenografico ridondante, nessuna struttura spettacolare dominante. Solo un grande palco, luci essenziali e la musica al centro. Una dimensione volutamente asciutta, che lascia spazio alla voce e alla presenza scenica di Emma e alla sua band.

L’avvio dello show è affidato a con “C’è tempo”. Emma entra da sola sul palco, accolta dall’entusiasmo del pubblico, e dà il via alla serata con un brano intenso che introduce immediatamente il clima emotivo del live. Solo dopo arriva Alessandra Amoroso: insieme interpretano “Pezzo di cuore” (2021), trasformando le Capannelle in un unico grande coro. L’intesa tra le due artiste è naturale e autentica, l’avvio del concerto assume subito il sapore di una grande festa condivisa.
Da lì in poi Emma prende pieno controllo del palco. Arrivano “Trattengo il fiato” (2013), “Mi parli piano” (2018) e “Ogni volta è così” (2022), in una sequenza che alterna tensione emotiva e spinta ritmica. La voce è centrale, sempre solida, mentre la band costruisce un tappeto sonoro essenziale ma potente.
Il concerto non è solo celebrazione del passato: è anche racconto del presente artistico. In scaletta trovano spazio i nuovi brani come “Vacci Piano” (2026), realizzato con Rkomi, che sul palco romano diventa un dialogo intenso sulle incomprensioni e sui silenzi che logorano i rapporti. Il pubblico accoglie il brano con attenzione, prima di esplodere nel momento del ritornello.
La dimensione collettiva è uno degli elementi centrali della serata. Uno dopo l’altro arrivano gli ospiti che trasformano il concerto in una sorta di racconto corale della musica italiana contemporanea.
Con Fabri Fibra, Emma porta sul palco “Antidroga” (2026), il loro nuovo singolo, e insieme infiammano il pubblico con un’energia diretta e senza filtri. Fibra torna anche su un classico del suo repertorio, “In Italia 2024” che diventa uno dei momenti più esplosivi della serata.
Intenso è anche l’arrivo di Elisa, accolta con parole affettuose da Emma, che la presenta come «una sorella», sottolineando il legame umano prima ancora che artistico. Insieme a Juli, i tre interpretano “Brutta storia”, regalando al pubblico uno dei passaggi più emozionanti della serata.
Spazio anche alla componente elettronica con Dardust, che porta il live su un terreno più ritmico e club-oriented, coinvolgendo il pubblico in un momento di pura energia.
Uno dei picchi emotivi arriva con Annalisa, che prima di esibirsi dedica parole forti a Emma: «È bellissimo stare qui con te sul palco. Se c’è una persona generosa, buona e cazzutissima nel mondo dello spettacolo, quella sei tu». Le due interpretano poi “Sinceramente” (2024), trasformando l’ippodromo in un coro unico.
Tra i momenti più personali della serata c’è anche l’omaggio a Vasco Rossi con “Io sono bella” (2019), brano scritto proprio per Emma. La cantante lo introduce parlando della responsabilità di salire su un palco così importante e della gestione dell’emozione:
«Avevo una pressione importante, ma quando ho preso il microfono è sparita subito».
La scenografia resta volutamente minimale per tutta la durata dello show. Nessuna struttura invasiva: solo luci, cambi d’abito e il lavoro della band. Emma si muove con sicurezza, alternando momenti di forte intensità a passaggi più intimi. È insieme diva e artista “vicina”, capace di dominare uno spazio enorme senza perdere contatto con il pubblico.
Il concerto si chiude con “Apnea” (2024), cantata interamente dal pubblico. Un finale compatto e potente, che suggella un debutto costruito sulla condivisione più che sull’autocelebrazione.

Il concerto del 2 luglio a Rock in Roma mostra un’artista pienamente consapevole della propria dimensione live. Emma appare in controllo, sicura, capace di reggere un palco importante senza bisogno di sovrastrutture sceniche. La scelta di una scenografia essenziale funziona perché mette al centro ciò che davvero sostiene lo show: la voce, la band e soprattutto la relazione con il pubblico.
I duetti non sono semplici ospitate, ma parti integranti del racconto della serata: ogni ingresso (Amoroso, Fibra, Elisa, Annalisa, Dardust) aggiunge un tassello senza spezzare il ritmo del concerto. Se c’è un limite, forse, è proprio nella quantità di interventi, che a tratti frammentano leggermente la continuità del live. Ma è una scelta coerente con l’idea di “festa collettiva” che Emma sembra voler costruire.
Nel complesso, il concerto segna un debutto convincente del tour 2026: energico, emotivo, ancorato alla dimensione umana dell’artista.
Fiorella Mannoia in Fiorella Canta Fabrizio e Ivano: Anime Salve






