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Spazio e luce con Carla Accardi e la retrospettiva per il centenario della nascita al Palazzo Esposizioni

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Moltiplicazione verdeargento, 1964 tempera alla caseina su tela, cm 285 x 280 Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea, Rivoli-Torino. Donazione Laura, Corrado, Sara, Ruben Levi Foto P. Pellion. Courtesy Castello di Rivoli
Dal 6 marzo al 9 giugno 2024 il Palazzo esposizioni di Roma ospiterà la mostra antologica dedicata al centenario della nascita dell’artista siciliana Carla Accardi. Le opere provenienti da tutto il mondo grazie alla collaborazione dell’Archivio Accardi Sanfilippo e il sostegno della Fondazione Sivano Toti è promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo

Le oltre cento opere scelte sono state suddivise in sette sale grazie anche all’architettura favorevole del Palazzo Esposizioni che ha permesso un ottimale percorso tematico. Al centro troneggia la Triplice tenda (1969-1971) in vernice su sicofoil, telaio in plexiglass proveniente dal Centre Georges Pompidou di Parigi Musée national d’art moderne. L’architettura permette di apprezzare attraverso la tridimensionalità le varie sfaccettature dell’opera. Fu esposta per la prima volta alla Biennale del ’76 curata da Germano Celant dedicata all’ arte e all’ambiente. Carla Accardi con questa e altre opere tridimensionali, fu  una delle prime artiste ad “allargarsi” nello spazio, non capita, intercettava però l’interesse dei critici contemporanei.

Carla Accardi- Triplice tenda, 1969-1971
vernice su sicofoil, telaio in plexiglass, altezza cm 255, Ø cm 438
Centre Pompidou, Parigi
Musée national d’art moderne / Centre de création industrielle, Acquisizione 2005
© Centre Pompidou / Musée national d’art moderne / Centre de création industrielle / RMN-Grand Palais / Georges Meguerditchian/ Dist. Foto SCALA, Firenze
In ordine in una sequenza narrativa del percorso della mostra pensata dalle due curatrici Daniela Lancioni e Paola Bonani la Sala 1 espone le opere d’esordio dell’artista.

Tra di esse l’opera emblematica del movimento femminista del 1976 nato con la fondazione della Cooperativa Beato Angelico, un gruppo per sostenere le artiste donne, che cominciò prima con una mostra su Artemisia Gentileschi e poi piano piano una personale per ciascuna delle artiste. In questa occasione la Accardi allestì il lavoro presente oggi nella Sala 1: una foto nella cornice che rappresenta una sua antenata e, sotto un pannello di sicofoil, una foto della madre con Carla bambina. In seguito nel 2007 alcune foto della madre (anch’essa siciliana ma che aveva studiato a Roma) sono state sostituite con l’artista cresciuta. Questa è l’unica opera concettuale di Accardi che rappresenta il racconto della propria storia che continua e si tramanda di generazione in generazione.

Faccio un’opera così e mi prendo il rischio di far vedere la mia storia agli altri.

Carla tra le sue passioni, ha sempre amato la poesia, ed era amica dei poeti e per essi ha realizzato varie edizioni numerate di opere accompagnandole con le poesie. Altre volte invece sceglieva dei versi che annotava su un quaderno e poi rappresentava attraverso l’arte e ancora, si faceva leggere le poesie mentre dipingeva.

La Sala 2 presenta alcune delle opere più note di Carla Accardi in cui il binomio cromatico del bianco e nero domina la sua arte, che si evolverà piano piano verso i colori accesi e tipici del periodo artistico degli anni 1963-1966 che si trovano nella Sala 3. Le sale così suddivise diventano coese per dare un’unica sensazione del momento. Dal bianco e nero si passa al colore che non è mai sfumato ma composto da tonalità contrastanti, in cui la brillanza è forte.

Carla Accardi- Violarosso, 1963
tempera alla caseina su tela, cm 160 x 194
Museo del Novecento, Milano
Foto L. Carrà. Copyright Comune di Milano

La Sala 4 è concentrata sulle opere ambientali. A Tangeri, in Marocco, per un albergo Carla realizzò un fregio perché l’arte dev’essere decorativa, deve decorare le case come nel caso della finestra del museo che realizzò per la mostra dentro le case di collezionisti privati (Chambres d’amis). L’opera A Gent abbiamo aperto una finestra è l’idea di creare un dialogo con l’esterno e l’interno in rapporto con l’architettura.

Carla Accardi- A Gent abbiamo aperto una finestra, 1971-1986
vernice su sicofoil e telaio di legno, cm 181 x 147 x 47
Collezione S.M.A.K., Stedelijk Museum voor Actuele Kunst, Gent

 

La Sala 5 esplode con gli anni ’70 in cui si interroga sulle donne se si possono esprimere all’interno di un sistema patriarcale, periodo in cui litiga con Carla Lonzi carissima amica e dichiara così una seconda crisi (dopo quella del ’53).

La Sala 6 è la sala allestita dall’artista in occasione della Biennale di Venezia del 1988 con tutti i lavori (tranne un paio non ritrovati) del padiglione Italia. Anche la disposizione è la stessa in cui prevale la caratteristica della sua personalità: dalla libertà volante alla precisione più assoluta.

La Sala 7 mostra le opere più recenti scelte e disposte anche per mostrare un filo conduttore tematico sia della sua vita che della sua arte.

Carla Accardi -Imbucare i misteri, 2014
vinilico su tela, cm 130 x 180
Collezione privata

La mostra dedicata al centenario dalla nascita di Carla Accardi è correlata da numerose iniziative sulla poesia, prima l’8 marzo, una giornata di studi sull’esperienza femminista il 10 marzo, Rocco Ronchi analizzerà la poetica di Carla Accardi il 23 aprile oltre ad altre date ancora da definire e a laboratori per bambini.

Un viaggio nel tempo con la mostra immersiva “L’avventura della moneta” al Palazzo delle Esposizioni