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La cultura ai bambini nel dopoguerra raccontata in “Un ponte di libri” di Jella Lepman

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"Un ponte di libri" Jella Lepman- Sinnos Editore
Jella Lepman giornalista ebrea e perseguitata dai nazisti decise di tornare finita la guerra, ormai rimasta vedova e con due figli, in patria, in Germania e fu lì che fondò l’Internationale Jugendbibliothek a Monaco portando “il cibo per la  mente” ai bambini

A lei si deve probabilmente, di aver dato la possibilità e la visione di un mondo diverso a ragazzi e bambini persi o altrimenti obbligati a leggere solo libri d’impronta nazista.

“Un ponte di libri” edito da Sinnos è il suo testamento, la sua autobiografia, il racconto di come decise di occuparsi partendo dai piccoli per sollevare una nazione. Fu pubblicato la prima volta in Germania nel 1964 solo sei anni prima della morte dell’autrice.

La sua vocazione e il suo credere fermamente che i libri siano un mezzo per rendere le persone libere e capaci di pensare in maniera diversa da quella impostagli la portò a gettare i primi semi nei bambini. Perché riteneva che saper leggere e scrivere dava sempre un certo potere.

Quando nel 1945 si recò a Monaco si rese conto di come viveva il popolo. In povertà. Gang di bambini comandate da altri poco più grandi di loro che rovistavano nelle macerie o elemosinavano agli americani cibo per poi rivenderlo. Il degrado e la perdita di cultura. Mentre al Quartier Generale americano ben recintato dal filo spinato vi erano case con luci accese e in sottofondo note di foxtrot.

Ricorda lo spaccio e la colazione dei militari americani ove abbondavano prelibatezze impensabili in quel periodo. Dal porridge con panna dolce, cornflakes e rice crisps, prugne californiane, frittelle con sciroppo alla pancetta e uova. E ancora panini appena sfornati, marmellata, burro, caffè, grapefruit, toast sembrava il Paradiso.

Fu allora che decise di fare qualcosa.

Il contrasto con l’esterno e l’impotenza la spinsero a fare l’unica cosa che era in suo potere: diffondere la cultura. Ebbe l’idea di procurarsi dei libri gratuitamente, dopo aver chiesto il permesso agli ufficiali americani, che glielo accordarono subito. Scrisse delle  lettere  e le inviò a venti nazioni diverse.

Nelle lettere chiedeva in dono libri e albi soprattuto illustrati da esporre alla prossima apertura della “Mostra Internazionale di Libri per Bambini” . Con la scusa di promuovere la pacifica convivenza tra i popoli  fece accettare la richiesta da tutti.

I libri furono donati dagli editori di tutto il mondo e la mostra internazionale dei libri fu inaugurata nel luglio del 1946 a Monaco di Baviera. In seguito al successo ottenuto fu replicata in molte città tedesche.

La cultura stava dilagando. Jella Lepman aveva posto il primo libro per la libertà per ogni bambino. Il progetto lo porterà avanti anche gli anni successivi attraverso la fondazione iBbY (International Board on Books for Young People) che è tutt’oggi la più importante organizzazione per la diffusione dei libri per bambini.

Una storia e una vita affascinanti, quella di Jella, che oltre a coinvolgere un lettore curioso e amante della lettura è arricchita di cenni storici, aneddoti spesso non raccontati, vita comune e sogni tutti racchiusi nello stesso libro.

Sinnos ha pubblicato anche un altro testo dell’autrice nel 2009 “La Strada di Jella. Prima fermata Monaco” perché crede fermamente nell’educazione e nella diffusione della lettura.