Home Arte La sartoria Piattelli e tutta la sua storia raccontata a Romaison

La sartoria Piattelli e tutta la sua storia raccontata a Romaison

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Marcello Mastroianni indossa abiti Piattelli in Casanova '70 (1965) regia di Mario Monicelli courtesy Archivio Piattelli
Lo scorso 14 aprile, Romaison ha dedicato la giornata alla storia della sartoria Piattelli, importante nome dell’artigianato romano

Tramite il racconto del fondatore Bruno Piattelli, è stato ripercorso tutto il cammino che ha portato questa sartoria a vivere e lavorare al fianco di grandi attori e registi della Dolce Vita.

Nel podcast ci viene raccontato di come, nel 1945, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, molti attori iniziarono a venire a Roma e a frequentare le principali sartorie romane meravigliandosi del lavoro svolto dagli artigiani.

Cinecittà offriva prezzi di produzione molto più bassi rispetto ad Hollywood. Così Roma diventò ben presto “la Hollywood del mondo“, come la definisce Bruno Piattelli.

Questo fu, per la sartoria Piattelli, un’importante occasione per far conoscere anche fuori dall’Italia la loro maestria e il loro lavoro che, per Bruno, è un lavoro “scientifico”.

Scientifico perché iniziava con l’analisi del copione. Esso oltre ad essere un insieme di battute si presentava anche come base per la costruzione di una scenografia.

Bruno Piattelli riporta un aneddoto riguardante un film del regista Pupi Avati, nel quale recitava Ornella Muti, che interpretava un personaggio poco presente nelle scene, ma di cui compariva l’armadio aperto, con gli abiti appesi.

Piattelli spiega che, anche in questa occasione, la scelta degli abiti, è fondamentale perchè permette la caratterizzazione del personaggio. Il lavoro è stato quindi quello di selezionare precisi capi e sistemarli con la posizione e i colori giusti.

La fama tra gli attori dell’epoca era dovuta al raggio d’azione molto vasto che caratterizzava la sartoria Piattelli, che si è occupata di gran parte del costume moderno. Nel caso di Marcello Mastroianni la sartoria si è occupata persino della creazione di una divisa militare per una pellicola.

La passione della sartoria e di tutto lo staff di laboratorio è stata da sempre evidente. Ciò è testimoniato dall’estrema disponibilità che gli addetti alla creazione di abiti offrivano a qualsiasi tipo di richiesta di attori, registi e divi.

Il legame lavorativo e personale tra la sartoria Piattelli e gli attori della Dolce Vita è dimostrato anche dai numerosi contratti. Essi prevedevano la presenza esclusiva della sartoria sui set di grandi film. Attori e registi, quindi sceglievano di affidarsi alle loro sapienti mani.

Pierre Clementi indossa abiti Piattelli in “Scusi facciamo l’amore”, 1967-regia di Vittorio Caprioli courtesy Archivio Piattelli