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Premio De André: Jamila vince la finale

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Jamila
Venerdì 14 maggio è andata in onda in diretta streaming la finale della diciannovesima edizione del Premio Fabrizio De André.

Svoltasi allo Spazio Rossellini di Roma l’evento è patrocinato dalla Fondazione Fabrizio De Andrè Onlus. Con il sostegno di Siae, Regione Lazio e Nuovo Imaie, il Premio De André ha come scopo quello di stimolare (attraverso autori ed interpreti esordienti di musica italiana) una creatività  libera da tendenze legate alle mode del momento, al fine di favorire l’originalità e la promozione di nuove forme di cantautorato contemporaneo.

Premio Fabrizio De André

L’evento, condotto da  Paolo Talanca, prende il via con l’esibizione di Lamine, vincitrice del premio l’anno scorso, che canta il suo singolo: “Non è tardi”.

A seguire, è la volta dei nove finalisti (otto più Giulia Marinelli, scelta da Lazio Sound Scouting), selezionati tra circa milleottocento proposte. Il primo a cantare è Agnello, con “Il Minotauro”, singolo malinconico che vede il tema dell’emarginzione disperata, come quella del Minotauro nel suo Labirinto. Subito dopo arriva Danomay con la sua “Marlboro”, dall’inconfondibile stile underground e malinconico che ci accompagna durante tutto il brano.

La terza proposta è invece Franz che canta “Gli Specchi”, uno storytelling dal carattere romantico, così come l’angosciata “Vorrei essere acqua” di Giulia Ventisette. La quinta proposta ad esibirsi è poi “Jamila”, classe 2001, con un brano tanto malinconico quanto ben scritto e strutturato, “La dottrina delle piccole cose”.

Poi è la volta dei Kutso con “Che effetto fa”, singolo dal sapore sperimentale ed atipico, mentre Melga dedica la sua “Dicono che sono pazzo”, a uomini incompresi ed emarginati, pazzi quindi.

Successivamente arriva Sebastiano Pagliuca con “Steinway” , canzone all’insegna  di ricordi e rock’n roll per l’autore. Infine, Giulia Marinelli, con la sua Anche se” mette in risalto importanti doti canore in simbiosi con la linea melodica del brano.

Nel frattempo vengono premiati Katia Rossi nella sezione di pittura, e Irene Gianiselli per la sezione poesia. La prima con l’opera “Una notte di stelle lontane” e la seconda con la poesia “Baci inesistenti”.

Vince, inoltre, la targa Faber il cantautore livornese Bobo Rondelli. A giugno uscirà il suo nono album “Cuore libero”, composto da dodici singoli, scritti durante questo assurdo periodo. Un viaggio intimo e profondo dentro ai pensieri e ai ricordi di Bobo dove il tema ricorrente è l’amore, il perdono e lo spazio.

Invece, il premio  “Quelli che cantano Fabrizio”, va a Simone Cristicchi, che si esibisce poi via streaming con la sua emozionante  versione di “Le tre madri” di De André.

Infine, è il momento di annunciare il  vincitore del premio “La Repubblica”, che va a Sebastiano Pagliuca, il quale, sorpreso, promette di continuare il suo viaggio on the road con la musica.

Jamila

La vincitrice della diciannovesima edizione del Premio Fabrizio De André, per la sezione musica, è però la giovanissima Jamila che si aggiudica la somma di diecimila euro (contributo nuovo IMAIE e targa SIAE) da investire per un tour di almeno sei concerti, oltre ad un contratto discografico con la Sony Music Italia.