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“Made in USA” con Gershwin , Bernstein e Stravinskij a Santa Cecilia il direttore Noseda e il pianista Thibaudet

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Roma, Auditorium Parco della Musica 20 01 2021 Dante 700 Concerto per il 700° anniversario della morte di Dante Alighieri Liszt Sinfonia Dante* ©Accademia Nazionale di Santa Cecilia / Musacchio, Ianniello & Pasqualini
Commovente ed eccitante, definirei così questo concerto che per tre serate (1, 2 e 3 dicembre) riempie la Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica con il direttore Gianandrea Noseda e il pianista Jean-Yves Thibaudet entrambi di fama internazionale 

La scelta musicale dei brani per il concerto unisce tre grandi compositori attivi nei primi anni del novecento: Igor Stravinskij, George Gershwin e Leonard Bernstein. Prima del concerto di venerdì il musicologo Stefano Zenni nella sua introduzione all’ascolto (Preludio, uno degli otto appuntamenti dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia) ha anticipato e spiegato il contesto storico e musicale che i tre compositori si sono trovati a condividere.

Jean- Yves Thibaudet ©E.CAREN
In programma nella prima parte il Concerto in Fa per pianoforte e orchestra di Gershwin che gli fu commissionato nel 1925 dal direttore d’orchestra Walter Damrosch da eseguire con la New York Symphony Orchestra.

Infatti all’inizio il nome della composizione doveva essere New York Concerto perché ispirata a fatti reali: una città al risveglio del mattino, percepibile soprattutto nella prima parte del concerto.

Gershwin nonostante il grande talento fu criticato e amato anche dagli stessi Bernstein e Stravinskij, la sua musica ispirata al jazz anni ’20, anche per il suo desiderio di essere totalmente integrato in America, essendo lui ebreo ucraino, è coinvolgente. Con il suo ritmo puntato per rendere lo swing eterogeneo che fu anche fonte d’ispirazione per molti compositori.

Inutile negarlo Gershwin emoziona, commuove e fa vibrare. Personalmente, ascoltandolo, non riesco a non far scendere le lacrime, riempie ed esulta l’anima.

Lo stesso Bernstein, appena diciassettenne, quando annunciarono la morte di Gershwin alla radio mentre era a scuola, chiese il silenzio assoluto per il più grande compositore di quei tempi.

I due in realtà non si incontrarono mai ma Bernstein ne rimase folgorato la prima volta a soli tredici anni, suonando con un amico a quattro mani, la Rhapsody in Blue.

Nella seconda parte del concerto è possibile ascoltare in quindici minuti concentratissimi il meraviglioso Divertimento per orchestra di Bernstein. Otto brevissimi pezzi che sono dediche, allusioni a musicisti, compositori legati alla Boston Symphony Orchestra a cui lui deve gran parte del suo lavoro.

Fu composta nel 1980 in occasione del Boston Centennal.

Si basa sulle due note si e do che in inglese sono appunto B e C. Gioco che Bernstein utilizza in tutta la composizione.

Viceversa Bernstein rispetto a Gershwin teneva molto alle sue origini ebraiche e incontrò spesso Stravinskij.

Il ritmo è la caratteristica del nuovo modernismo della musica anni’ 20 e ’30. Il ritmo delle città metropolitane, a cui tutti e tre i compositori si ispirarono sentendo la stessa tensione ritmica.

Stravinskij scrisse la sinfonia in piena Seconda Guerra Mondiale e tutto il primo movimento è ispirato ai cinegiornali bellici che amava guardare. Ed è bizzarro il contrasto con le sue dichiarazioni che “la musica è un gioco di forme che non ha nessun rapporto diretto della realtà” mentre anche lui per questa sinfonia si ispirò ad essa.

Ed è proprio la Sinfonia concertante in tre movimenti di Stravinskij che conclude grandiosamente il concerto nelle tre serate dedicate al “Made in USA”.

Noseda©Pasqualetti

Kazuki Yamada e l’Inno di Lode di Mendelssohn con l’Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.