Home Musica “Augmented Piano” Simon Ghraichy unisce i classici all’elettronica attraverso il pianoforte

“Augmented Piano” Simon Ghraichy unisce i classici all’elettronica attraverso il pianoforte

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Un’unica data, il 7 novembre, nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica di Roma in collaborazione con Romaeuropa Festival, il pianista francese Simon Ghraichy ha suonato il “Preludio e fuga in la minore BWV 543”  di Johann Sebastian Bach nella trascrizione per pianoforte di Franz Liszt di cui ha eseguito anche la “Sonata in si minore S178” e la composizione di Jacopo Baboni Schilingi in prima assoluta “Sonata per piano e live computer”
Jacopo Baboni Schilingi e Simon Ghraichy

I due classici della prima parte del concerto sono centrati sulle composizioni di Liszt: il Preludio di Bach fu ripreso circa un secolo dopo nel 1852 da Franz che lo tradusse nel “linguaggio per pianoforte”. La Sonata in si minore, composta tra il 1852 e il 1853, dedicata a Robert Schumann rientra nel decennio più fruttuoso del compositore. Entrambe, in occasione del concerto all’Auditorium Parco della Musica, sono state suonate da Ghraichy con la contaminazione dell’uso dei guanti-sensori in modo da creare la musica “aumentata”. L’effetto è stato per il pubblico piacevole e nuovo, mentre alle spalle del pianista giochi di disegni e luci ne simulavano il movimento sincrono.

Jacopo Baboni Schilngi

Nella seconda parte del concerto la prima assoluta della Sonata di Schilingi composta quest’anno solo in un mese. Qui il compositore cerca di trovare il connubio tra l’intelligenza emotiva e l’intelligenza artificiale creando un nuovo suono senz’altro difficile all’orecchio del pubblico abituato al classico. Grazie al software di creazione e al trattamento del suono ne nasce una creazione nuova dal sapore “Schizoide” come la definisce Jacopo. Senz’altro particolare con l’intento di unire la generatività attraverso regole predisposte dal compositore e l’interattività. Ed inglobando in sé criteri extra musicali come, nel caso della Sonata, il respiro del pianista Simon Ghraichy.

Un concerto non facile a cui l’orecchio e la mente umana si devono abituare ma che apre nuove visioni alla musica contemporanea e alla creatività dei compositori moderni.

Simon e Jacopo