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L’emancipazione della donna attraverso la moda: il bikini

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I primi modelli di bikini@pixabay

Il bikini è un elemento che ci permette di esprimere la nostra personalità ed essere alla moda anche sotto il sole rovente in spiaggia. Ma non sempre è stato facile indossarlo, ci sono voluti anni di lotta per far sì che le donne fossero libere di esprimersi al meglio con il due pezzi.

Questa lotta inizia nei primi anni del ‘900, quando la nuotatrice australiana Annette Kellerman indossò per la prima volta un costume intero, sostituendo il tradizionale “abito da bagno”, un vero e proprio vestito molto coprente che doveva essere persino accompagnato dalle calze.

La scelta della giovane donna fu talmente tracotante che venne arrestata per atti osceni in luogo pubblico.

L’apripista Kellerman, nonostante l’epilogo infelice, ha però dato il via ad un percorso di ribellione ed emancipazione che porterà all’uso del bikini odierno.

Già negli anni ’20 si inizia a vedere sulle spiagge qualche centimetro di pelle in più. Il tutto sottoposto al controllo di specifici controllori che, muniti di metro da sarta, misuravano gonne e costumi femminili.

È negli anni ’40 che si iniziano a vedere bikini più simili a quelli di oggi. Nel 1946, infatti, il sarto francese Louis Reard lancia sul mercato un costume da bagno molto più ridotto rispetto a quelli fino ad allora utilizzati.

Uno dei primi bikini@pixabay

 

Il problema, però, era che nessuna modella si voleva prestare alla campagna per pubblicizzarlo, temendo ripercussioni.

Solo Micheline Bernardini, spogliarellista del Casino de Paris, sfidò l’opinione pubblica e lo indossò alla presentazione ufficiale nel luglio 1946.

Se negli anni ’50 il bikini diventa più prorompente, grazie alla figura simbolo delle pin-up, negli anni ’60 la rivoluzione sessuale porta ad una vera e propria svolta.

Rudi Gernreich inventa il monokini, un costume da bagno composto dal solo slip; prende piede così la tendenza del topless, attuale anche oggi. Cosa c’è quindi di più rivoluzionario di questo? Gli anni ’60 si confermano dunque un’epoca di rivoluzione e modernizzazione anche nella moda mare.

Ormai la libertà e l’emancipazione del bikini femminile si è affermata e gli anni ’70-’80-’90 lo confermano: tessuti lavorati, colori sgargianti e slip sgambati. Torna di moda anche il costume indietro, che grazie alla popolare serie “Baywatch” diventa ora simbolo di sensualità. Siate sincere, quante di voi hanno provato ad imitare la bomba sexy Pamela Anderson che si dirige in corsa verso l’acqua?

La moda bikini di oggi è molto variegata: bikini, trikini, vita alta e costume intero… nulla è fuori moda! Pizzo, pois, animalier, reggiseni a triangolo o a fascia, costume sgambato o standard e poi l’immancabile topless. Possiamo dire che il bikini moderno è la summa di tutte le tendenze degli scorsi decenni quindi ognuna di noi ha una vasta scelta per esprimersi al meglio.

Pois: quel “motivo” per non essere mai fuori moda.