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Greta Zuccoli in gara tra le “Nuove proposte” a Sanremo con “Ogni cosa sa di te”

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Greta Zuccoli_ph Luisa Carcavale

Lo scorso 10 febbraio è uscito il videoclip, la regia è di Ludovico Di Martino, del brano in gara al 71° Festival di Sanremo “Ogni cosa sa di te” (Otr Live) scritto, testo e musica, da Greta Zuccoli, con la produzione artistica di Diodato e Tommaso Colliva

La giovane artista napoletana ha iniziato la sua carriera affiancandosi a grandi nomi come il cantautore irlandese Damien Rice e Diodato che l’hanno scoperta in momenti diversi, confermandone la voce unica e particolare.

Damien Rice l’ha invitata a prendere la chitarra e a improvvisare in un aftershow di un suo concerto, in seguito Greta ha duettato con lui nel 2017 all’Olympia di Parigi e preso parte al suo tour in barca a vela il “Wood Water Wind Tour” nel 2018. L’incontro artistico è raccontato in un videoclip per la regia di Giacomo Citro uscito il 19 febbraio in cui la giovane artista comincia a farsi conoscere al pubblico in attesa del palco sanremese.

Dell’altro incontro importante, quello con Diodato, le abbiamo chiesto di parlarcene nell’intervista che abbiamo avuto il piacere di farle:

Greta quest’anno sarai su un palco importante, quello del Teatro Ariston a Sanremo grazie anche alla bellissima dedica che ti fece Diodato, vincitore della scorsa edizione. A lui devi tantissimo, avete lavorato insieme anche nel tour estivo, cosa ricordi con più entusiasmo di questi mesi a fianco di un artista così generoso?

“Gli attestati di stima degli altri colleghi, soprattutto così spontanei e sinceri, sono la conferma del fatto che la musica sia fonte di inesauribile ricchezza e scambio di bellissime emozioni.

Io ed Antonio abbiamo un bellissimo rapporto, di grande stima reciproca. Nonostante il nostro incontro sia avvenuto in maniera molto casuale, sono profondamente convinta del fatto che nella musica ci sia una sorta di “attrazione energetica” tra anime simili, che prima o poi si ritrovano. Durante il tour abbiamo scoperto di avere una visione del mondo molto simile, sia dal punto di vista artistico che umano.  Dico spesso che esiste un intreccio di anime, nel senso di destini che in qualche modo si incrociano, perché mi è successo qualcosa di simile anche con Damien Rice, artista con il quale ho condiviso altrettante esperienze bellissime in questi ultimi anni.

La collaborazione con Antonio mi arricchisce ogni giorno di più. Affiancarlo in questi mesi di concerti mi ha fatto sembrare molto naturale e spontaneo il mio processo di ricerca artistica nella mia lingua madre, dopo che per anni ho scritto musica prevalentemente in inglese. Inevitabilmente ho assorbito tanto da lui, un mare di bellezza e umanità speciale”.

“Ogni cosa sa di te” è la canzone che porti in gara al 71° Festival di Sanremo. L’hai scritta tu, quanto c’è di vissuto personale nel testo?

“È un brano ispirato ad un momento particolare che stavo vivendo, quindi direi che è totalmente autobiografico. 

Un racconto d’amore che parla di distanze, ma anche di come superarle, nel desiderio fortissimo di avvicinarsi a un’altra persona. In questo senso certi vuoti e nostalgie si fanno però emozioni positive, lasciando spazio a consapevolezze nuove, di rinascita e rivoluzione” 

Lo scorso anno è stato difficile e continua ad esserlo dal punto di vista dell’emergenza che tutti stiamo vivendo a causa della pandemia, per te questo momento è in contrasto con il successo che stai raccogliendo, come hai vissuto il lockdown e le restrizioni dal punto di vista musicale, è stata una spinta a fare di più e hai scoperto nuove cose di te?

“Ho cercato di trovare un mio centro, lavorando molto su me stessa. Da un certo punto di vista ho cercato di trarne beneficio. L’arte riesce a regalare momenti di luce meravigliosa anche quanto tutto sembra buio.  Sicuramente è stato e continua ad essere un momento molto triste per tutto il settore dello spettacolo, che mi auguro possa ripartire al più presto, con il riconoscimento del valore primario dell’arte nel nostro paese”.

Il videoclip affronta il tema delle distanze che ci separano dall’altro a volte sembrano incolmabili. “I due amanti (i ballerini Giulia Federico e Adriano Bettinelli), in un primo momento non hanno alcuna interazione con me, a rappresentare un ricordo che sembra esistere solo nella mia mente. Ma pian piano quel ricordo prende vita, colmando ogni distanza, e inizia a prendersi cura di me, guidandomi verso una nuova consapevolezza. In quell’abbraccio finale, per un attimo, mi riconcilio con me stessa. Da lì, parte la mia rivoluzione.”