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Al Festival del Classico sulle spalle dei giganti

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Festival del Classico

Si è chiusa ieri sera a Torino la prima edizione del Festival del Classico, evento organizzato dalla Fondazione Circolo dei Lettori

Al centro della manifestazione il tema dell’analisi del presente attraverso il prezioso contributo dei classici.

Il tema è sviluppato attraverso lezioni, dialoghi, letture, dispute dialettiche, presentazione di libri e spettacoli teatrali  in programma dal 18 al 21 Ottobre nel capoluogo piemontese.

Gli appuntamenti con il Festival sono stati alimentati dalle parole della letteratura e della filosofia, sullo sfondo della storia.

Il Festival nasce dall’idea della ricerca di un paradigma interpretativo per affrontare il presente, paradigma ereditato dal passato ma in grado di orientare il futuro.

I classici hanno un futuro.  Non offrono risposte semplici, ma ripropongono antichi dilemmi.

Non presentano un’immagine unilaterale, ma ci propongono una preziosa dialettica di opzioni divergenti, con l’espediente di episodi che offrono occasioni per riflettere sulla vita collettiva.

Ospiti illustri tra cui Alessandro Baricco, Roberto Vecchioni, Luciano Canfora, Gustavo Zegrebelsky, hanno dato voce a testi fondamentali per renderli di nuovo vivi e vitali in un confronto aperto con la cultura e la società odierna.

Filologi, latinisti, storici, giornalisti, scrittori e giuristi hanno fatto incontrare i temi del passato e i dilemmi attuali, al fine di valorizzare il nostro patrimonio di tradizioni e di idee, ma soprattutto rilanciare la ricerca di buoni modelli e di buone pratiche per il presente. Una rassegna sulla classicità, quindi, che riporta in vita l’attualità dei grandi temi della “Res publica”.

L’intervento di chiusura della giornata di Sabato 20 Ottobre, presso l’Aula Magna Cavallerizza Reale, gremita per l’occasione, è stato affidato a Roberto Vecchioni.
Massimo Germini e Roberto Vecchioni- Festival del Classico

Accanto alla strepitosa carriera da cantautore, Vecchioni ha un trascorso da assistente di storia delle religioni all’Università Cattolica di Milano dove si è laureato nel 1968, proseguendo poi per trent’anni la sua attività di insegnante di greco, latino, italiano e storia nei licei classici.

È proprio dagli antichi Greci e Romani che parte il Professore.

Perché la storia non è un fluire senza senso ma il patrimonio culturale di questi grandi popoli del passato costituisce  un laboratorio di domande e soluzioni con cui cimentarsi.

Nei classici si individuano già alcune grandi questioni del pensiero occidentale, come i problemi e gli interrogativi della giustizia nati nelle tragedie.

Ma anche la nascita della visione scientifica del mondo. La crisi della polis, il concetto di colpa e di responsabilità, il dilemma tra morale e politica.

La lezione di Vecchioni, dal titolo “Sulle spalle dei giganti”, ha visto avvicendarsi emozionanti momenti musicali a riflessioni sulla ricchezza e gli insegnamenti dei miti.

Oggi che l’individuo rischia di smarrirsi fra incertezze e sbandamenti di una collettività senza confini, perdendo il proprio centro emotivo e di valori, le parole di antichi autori possono fargli da guida, offrendogli punti fermi sui cui costruire la propria individualità.

Festival Torino Spiritualità