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Torna Romaison la giornata di apertura è dedicata alle Sorelle Fontana

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Zoe Fontana con Lucia Bosè sul set di Le Ragazze di Piazza di Spagna (1952)

Dal 18 febbraio 2021 la Romaison è tornata ad affascinare appassionati e studiosi di moda. Si tratta di una particolare rassegna che mira a raccontare il percorso che nei secoli ha portato al legame indissolubile tra costume e moda.

Dopo la mostra di gran successo ospitata dal Museo dell’Ara Pacis nell’autunno scorso, il Romaison 2021 colora anche il web con un ricco palinsesto online. Podcast, video e dirette hanno raccontato al pubblico il grande patrimonio che le migliori sartorie e i più importanti laboratori di costume della capitale hanno lasciato all’Italia e al mondo.

La giornata di apertura ha visto le Sorelle Fontana come grandi protagoniste. Grazie alla “Fondazione Micol Fontana” è stato possibile ricostruire l’operato della famosa maison di alta sartoria romana, che più di tutti ha consolidato il legame con il cinema.

Nel podcast dedicato alle tre sorelle Zoe, Micol e Giovanna Fontana sono stati mostrati tutti i loro grandi successi nel campo della haute couture e i loro rapporti di lavoro e di amicizia con alcune delle dive del cinema americano.

Grazie al tour in America per la promozione del film “Le ragazze di Piazza di Spagna” del 1952, diretto da Luciano Emmer, le sorelle Fontana hanno avuto la possibilità di portare l’italianità oltreoceano, facendo indossare alle loro modelle abiti dalle tinte tipicamente italiane. Bianco, rosso e verde erano quindi i colori che spopolavano sulle passerelle in quella occasione. Allo stesso modo, le tre sorelle conquistavano il pubblico statunitense.

Da lì iniziano varie collaborazioni con le attrici più importanti del momento. Tra queste, Ava Gardner, che arriva a Roma nel 1954 per girare il film “La Contessa Scalza” diretto da Joseph L. Mankiewicz. L’incontro tra la Gardner e gli abiti delle sorelle Fontana fu un vero e proprio colpo di fulmine. La grande diva, di lì, in poi non firmava un contratto se non aveva la certezza di indossare le loro splendide creazioni.

Micol Fontana, in particolare, seguiva passo passo la diva sul set, e questo ha portato alla nascita di un forte rapporto d’amicizia tra le due donne. Come raccontano Roberta e Luisella Fontana (rispettivamente figlia e nuora di Giovanna Fontana), nelle pause dal set, Ava Gardner cucinava del pollo fritto all’amica stilista.

Micol Fontana con Ava Gardner, 1954
Grazie all’apertura di uno showroom al Plaza di New York, il talento delle sorelle Fontana riuscì ad essere apprezzato da innumerevoli dive americane.

Tra queste, Audrey Hepburn, che, arrivata a Roma nel 1952, ha scelto di rivolgersi proprio alle tre stiliste per rifarsi il guardaroba. Alla vigilia del matrimonio con un conte inglese, la diva scelse le sorelle anche per la creazione del suo abito da sposa. Il matrimonio saltò, ma la Hepburn decise di regalare quella preziosa creazione a qualcuno che non avrebbe potuto permettersela. Il dono, più unico che raro, andò ad una piccola sarta.

Anche la figlia del presidente americano Truman era grande estimatrice delle sorelle Fontana. Consigliava, infatti, a tutte le sue amiche in viaggio a Roma, di visitare la Fontana di Trevi con annesso lancio della monetina, e dopo di recarsi nel loro atelier.

Grazie a questa clientela degna di nota, le sorelle Fontana hanno ottenuto enorme successo su scala mondiale, riuscendo a ritagliarsi un posto di prestigio nell’alta sartoria.

Tutto il prezioso patrimonio costruito in anni di carriera da Zoe, Micol e Giovanna Fontana, è custodito oggi negli archivi della Fondazione Micol Fontana, creata nel 1994 per volontà della stessa per omaggiare il suo talento e quello delle sue sorelle. L’idea è quella di mettere a disposizione delle nuove generazioni di designer e appassionati uno spazio in cui poter studiare, progettare e… sognare.

Il prossimo appuntamento sarà il 2 marzo con la voce di Aldo Signoretti a guidare il pubblico per il podcast dedicato all’incredibile mondo dell’hair styling e make up per il cinema, fondamentale per la ricostruzione di un’epoca e per la creazione di personaggi, diventati indimenticabili. Dalle acconciature di Apocalypto di Mel Gibson, alla recente collaborazione con Sorrentino, Signoretti è stato più volte premiato col David di Donatello e per tre volte candidato per il Premio Oscar.