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Presentata a Venezia 82 Fuori Concorso “Etty” di Hagai Levi la serie ispirata ai diari di Etty Hillesium

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ETTY, The Girl Who Learned How to Kneel, 2024, Topcapi Films, Les Films Du Poisson, Komplizen Serien, Director: Hagai Levi ARTE
I primi episodi della serie in sei puntate Etty sono stati presentati alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, fuori concorso.

Ispirata ai diari e alle lettere della giovane ebrea olandese morta nel campo di concentramento di Auschwitz, la serie diretta da Hagai Levi si concentra su un elemento che emerge con forza dal materiale originale e dal lavoro del regista: la storia d’amore della protagonista verso il suo psicologo, Julius Spier.

ETTY_-Julia Windischbauer e Sebastian Koch

Un innamoramento totale, profondo, vissuto con un senso di dedizione quasi religiosa. Etty ha la possibilità concreta di salvarsi, ma sceglie di rimanere accanto al suo amante, sentendosi una traditrice se avesse optato per la fuga. Una decisione che rivela non solo l’intensità del sentimento, ma anche la fedeltà a un ideale di coerenza e integrità interiore.

Etty è consapevole del destino a cui sarebbe andata incontro, anche se una parte di sé non voleva davvero credere. Non riusciva a interiorizzare fino in fondo l’orrore che stava per arrivare.

La serie racconta questa scelta con primi piani intensi, che colgono ogni esitazione, ogni lacrima trattenuta. L’amore è narrato attraverso abbracci, sguardi, silenzi, mai in modo didascalico o patetico. C’è la libertà di una donna che, pur avendo un compagno, sceglie ancora una volta di vivere intensamente e, di poter morire, con la stessa pienezza con cui ha vissuto.

Non sorprende che un’opera così intima e interiore arrivi proprio da Hagai Levi, autore già noto per serie come In Treatment e The Affair, dove i sentimenti più profondi vengono esplorati con rigore e delicatezza. Anche in Etty, Levi torna al suo tema centrale: la complessità dell’animo umano, raccontata attraverso il dialogo, l’introspezione, le relazioni emotive.

Ma qui compie un passo ulteriore, portando il racconto su un piano quasi spirituale, dove l’amore diventa atto politico, scelta morale, gesto estremo di libertà. Etty è in continuità con il suo percorso artistico, ma al tempo stesso ne rappresenta una vetta nuova, più matura, più universale.

Con Etty, Hagai Levi firma un’opera delicata e profondissima, capace di restituire una voce interiore potente, che continua a parlare anche oggi, in un mondo sempre più smarrito.

Biennale danza.