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Goldoni torna a brillare. Al Teatro Quirino la nuova vita della Vedova scaltra con Murino e la voce di Jean Reno

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La vedova scaltra di Carlo Goldoni al Teatro Quirino @andreacalvano
Dal 25 novembre al 7 dicembre, la Compagnia Molière, insieme al Teatro Quirino e al Théâtre des Bouffes Parisiens, presentano La Vedova Scaltra di Carlo Goldoni. Sul palco, Caterina Murino nei panni della protagonista, affiancata da Enrico Bonavera nel ruolo di Arlecchino, con Giorgio Borghetti, Patrizio Cigliano, Mino Manni, Serena Marinelli, Lorenzo Volpe e la speciale partecipazione vocale di Jean Reno.

Con la sua eleganza magnetica e una presenza scenica di rara precisione, Caterina Maurino guida il pubblico dentro la nuova edizione della Vedova Scaltra una ripresa che arriva direttamente da Parigi, dove ha già raccolto entusiastici consensi e che segna la prima nazionale italiana di questo allestimento firmato da Giancarlo Marinelli, autore di un adattamento rispettoso e modernamente dinamico.

La Vedova Scaltra (1748) segna, nella drammaturgia goldoniana, uno snodo fondamentale: non più soltanto maschere e pastorale, ma psicologia, carattere, modernità.
È la prova generale della futura Locandiera (1753), e soprattutto un manifesto anticipatore dell’emancipazione femminile, tema che oggi risuona con una forza sorprendente.

Il lavoro di Marinelli restituisce questo passaggio in tutta la sua complessità: la commedia come macchina perfetta, in cui amore, duelli, amicizia e conflitto si inseguono fino a comporre un ritratto lucido e tenero della giovinezza del mondo.

Patrizio Cigliano e Enrico Bonavera @andreacalvano

La signora Rosaura, interpretata da Caterina Murino, rimasta vedova e ancora giovane, deve confrontarsi con i tentativi amorosi di quattro corteggiatori provenienti da Francia, Italia, Inghilterra e Spagna. Dopo diversi rifiuti, ciascun corteggiatore invia a Rosaura tramite Arlecchino doni singolari: chi un ritratto di sé stesso che rivela un ego smisurato, chi l’albero genealogico a simboleggiare potere e radici, chi dei gioielli o una lettera d’amore. Ma chi ama davvero Rosaura in profondità? La vedova scaltra pone una sola prova ai corteggiatori, e uno solo risulterà il prescelto.

Lorenzo Volpe con Caterina Murino @andreacalvano
La commedia risulta fresca e vivace, con dialoghi sostenuti e sapientemente gestiti dagli attori, che divertono il pubblico lasciando anche spazio a riflessioni, tra i sorrisi, sulla futilità dell’amore. Tutti gli interpreti sono eccellenti nei ruoli, calzanti o resi tali dalla loro bravura attoriale.

I costumi del Nicolao Atelier di Venezia sono spettacolari e curati nei minimi dettagli, non solo ricalcano l’epoca, ma, attraverso veli e colori, ne esaltano con allegria la scena. Un finto duello sul famoso brano barocco Die Jahreszeiten, Op.8: No.1, Frühling, sottolinea la bontà d’animo degli spasimanti, aggiungendo leggerezza e musicalità alla rappresentazione.

Il duello tra Mino Manni e Lorenzo Volpe @andreacalvano

Ad arricchire ulteriormente la bellezza della pièce, troviamo la parola scenica di Fabiana Di Marco che dà vita a una Venezia meravigliosa, rappresentata da una scenografia mobile che ne ha amplificato le dimensioni arricchite dalle proiezioni di Francesco Lopergolo. Entrambe si fondono in un allestimento visivo raffinato, in cui tradizione e contemporaneità dialogano senza scontrarsi trasportando il pubblico nella città lagunare con un effetto suggestivo e quasi cinematografico.

La voce tuonante di Jean Reno, dall’alto, incalza Rosaura nella sua scelta, mentre la vivace e bravissima Serena Marinelli, nel ruolo della serva, accompagna e anima le scene con ironia e leggerezza, creando un perfetto contrappunto comico

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