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Parla con lei e la danza della libertà all’OFF/OFF Theatre tra sogno e realtà

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A Roma, tra i tanti appuntamenti culturali del nuovo anno, spicca lo spettacolo di danza contemporanea  Parla con lei della Mandragora Dance Company. In scena sabato 3 e domenica 4 gennaio all’OFF/OFF Theatre di Via Giulia, la performance esplora l’omosessualità femminile e il delicato equilibrio tra desiderio di esprimersi e paura del giudizio

Coreografie e musiche di Parla con lei sono firmate dal direttore artistico della compagnia, Andrea Palombi in collaborazione con Valerio Villa che guida un cast di otto danzatrici, Elena Mecozzi, Maya Nardi, Miriam Caraffini, Ginevra Lenti, Alice Maglio, Almudena Isusi, Alessia Sforza e Francesca Iuliano, che si alternano nelle due serate. Le coreografie raccontano il viaggio emotivo di chi vive sospeso tra aspettative sociali e desiderio di autenticità, attraverso gesti trattenuti e improvvise esplosioni di energia.

Mandragora Dance Company nasce come progetto dedicato alla ricerca e alla produzione di arte performativa contemporanea, con particolare attenzione alla femminilità come valore culturale, sociale e simbolico. La compagnia promuove inclusione, parità di genere e uguaglianza, trasformando corpo e movimento in linguaggio universale di forza, sensibilità ed empatia. Composta da giovani donne, Mandragora restituisce alla scena la pluralità del mondo femminile contemporaneo, dando voce e forma alle esperienze e alle emozioni che lo caratterizzano. La tecnica impeccabile delle ballerine, la precisione dei movimenti e la loro capacità di trasformare ogni gesto in emozione rendono lo spettacolo particolarmente coinvolgente e vibrante.

La Mandragora Dance Company @foto Giada Spera

Intervista ad Andrea Palombi, direttore artistico e coreografo

Da dove nasce l’idea dello spettacolo?
«La protagonista vive un sogno che riflette i suoi blocchi interiori, un’illusione che si crea mentre cerca una propria collocazione. Lo spettacolo pone domande al pubblico: “Siete voi a mettermi in crisi: la società, la famiglia, la cultura?” Alla fine, la protagonista scopre la propria personalità e afferma: “Io sono completa adesso”.»

Come ha scelto le musiche?
«Mi sono ispirato al film Hable con ella (2002) di Almodóvar.»

Come è nato questo progetto?
«Attraverso la danza affrontiamo temi sociali come bullismo e omosessualità, e in futuro vorrei dare voce alla gente di strada, ispirandomi a Fellini. La compagnia è tutta al femminile, composta da giovani ballerine selezionate tramite audizione. Il primo mese di prove è stato intenso: lavorare sulla sensibilità e sul contatto reciproco ha permesso di far emergere gli stati emotivi necessari alla rappresentazione del sogno della protagonista. Questa era la prima assoluta della nuova produzione. Con questo spettacolo e un altro dedicato alle famiglie, la compagnia andrà prossimamente in tournée a Milano e vicino a Treviso.»

C’è tanto contatto in scena?
«Sì, senza strafare. Volevo mantenere un filone delicato. Mi sono chiesto se stessi esagerando e ho cercato di togliere il lato maschile, dando invece più rilievo al mio lato femminile.»

La Mandragora Dance Company @foto Giada Spera

Lo spettacolo dimostra come la danza possa trasformare la fisicità in emozione e narrazione. In soli sei settimane, le ballerine hanno imparato a fidarsi dei propri corpi e di quelli delle compagne, creando sequenze intense e armoniche, come nel celebre frame della sedia, dove il gesto di una testa carezza l’altra, o nelle scene di provocazione sensuale, sempre misurate e mai volgari.

Parla con lei è uno spettacolo coinvolgente, capace di andare oltre gli stereotipi, ricordando che la libertà personale non segue percorsi prestabiliti e che ciascuno può vivere e sentirsi libero secondo la propria autenticità.