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Magnetica dalla tradizione all’innovazione la nuova Roma del turismo 5.0

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Roma Magnetica
Nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, affollata come un teatro in prima, il debutto di Roma Magnetica – gli Stati Generali del Turismo della Capitale – ha riunito oltre duemila partecipanti trasformando un evento istituzionale in un laboratorio di idee sorprendentemente vivo

Per due giorni Roma ha smesso di parlare soltanto del proprio passato per provare a raccontare il futuro, si è respirata un’energia rara: un luogo dove professionisti dell’ospitalità, creativi, studenti, amministratori, esperti internazionali hanno trasformato un evento istituzionale in un laboratorio di idee vivo e inaspettatamente emotivo.

L’impressione, muovendosi tra foyer e platea, è stata quella di una città che prova a guardarsi allo specchio con occhi nuovi, Roma non più soltanto museo a cielo aperto, ma organismo in trasformazione, fatto di quartieri, storie, visioni e possibilità.

A introdurre e presentare i panel è stata Roberta Ammendola, voce e presenza che ha accompagnato il pubblico lungo un percorso fitto e articolato.
La giornata inaugurale si è aperta con Grand Tour 2050, una riflessione su come cambierà il modo di visitare, attraversare e vivere Roma nei prossimi decenni. Una conversazione che ha superato l’idea stessa di turismo, abbracciando nuovi modelli di accoglienza, sostenibilità e relazione con la città.

Subito dopo, il panel dedicato agli Aeroporti come ecosistema turistico ha spostato l’attenzione sul primo “varco emozionale” che ogni visitatore attraversa. Una discussione che ha mostrato come gli aeroporti, oggi, siano veri e propri ambienti culturali capaci di modellare l’esperienza del viaggiatore ancor prima del suo arrivo.

I non-luoghi di Marc Augé trasformati da anonimi, impersonali e transitori, privi di identità storica in ambienti culturali e relazionali.

Il tema dell’innovazione è tornato con forza nel panel su Intelligenza Artificiale e Culture Industries, esplorando le potenzialità della tecnologia nel migliorare la gestione dei flussi, l’esperienza dei visitatori e il racconto stesso della città. Una domanda ha aleggiato nella sala: come restare autentici mentre si abbracciano strumenti destinati a trasformare tutto?

Il secondo giorno si è aperto con una riflessione potente sul ruolo del cinema e delle serie TV nel ridefinire la percezione globale di Roma. Le principali produzioni nazionali e internazionali hanno raccontato una Capitale in pieno fermento creativo, ricca di location iconiche e di spazi ancora tutti da scoprire.

L’Assessore Alessandro Onorato ha ricordato il valore strategico di questo settore:


«Vogliamo che il cinema e le serie TV siano un veicolo fondamentale per comunicare Roma in maniera contemporanea come avete fatto in questi quattro anni per noi e per i cittadini» riferendosi agli investimenti in questo settore grazie alle piattaforme e alle produzioni che stanno contribuendo a rilanciare l’immagine internazionale della Capitale.

Uno dei momenti più intensi è stato l’intervento di Lavinia Biagiotti Cigna nel panel Lusso 5.0. Un contributo che ha superato la narrazione di brand per diventare un racconto civile, personale e partecipato.

«Mi sento una staffettista» ha detto, evocando la partenza della torcia olimpica proprio da Roma. Un’immagine che ha intrecciato ai suoi anni di formazione, quando Milano appariva come il centro indiscusso della moda e Roma come un territorio ancora da immaginare, da costruire.

Poi il racconto familiare: gli anni ’60, il boom economico, e Delia, sua madre, che sogna l’archeologia e l’università, ma che lascia gli studi per raggiungere la madre a Roma il 30 luglio 1965. Da quel gesto nasce una piccola sartoria destinata a vestire le prime divise di Alitalia, mentre la città vede arrivare i primi turisti americani.

Il racconto si sposta poi al Castello di Marco Simone, «la più grande gonna verde che si possa immaginare» dove la famiglia ha immaginato il campo da golf che ospiterà la Ryder Cup.


Ma lo sguardo di Biagiotti è tutto rivolto al futuro:

«Possiamo continuare a sfilare a Roma, possiamo aprire musei e archivi, e possiamo rilanciare due figure storiche in chiave 5.0: il mentore, per accompagnare i giovani; e il mecenate, per restituire alla città almeno una parte del bello che ci dona».

Un impegno già messo in pratica: il restauro della scala cordonata del Campidoglio e della Fontana della Dea Roma in piena pandemia, accompagnato dalla decisione di sfilare comunque, insieme alle agenzie e alle maestranze romane, “per ripartire insieme”.

«La bellezza di Roma si riflette in chi la osserva,” ha concluso. “Perché non immaginare una bellezza 5.0? Rimbocchiamoci le maniche: davanti a noi c’è un foglio bianco, e possiamo scriverci sopra tutti insieme una nuova Roma».

Molto partecipato anche il panel dedicato alla ristorazione, in cui la cucina romana è stata raccontata come patrimonio vivo, un linguaggio identitario potente, capace di tenere insieme la memoria e l’innovazione, la tradizione delle ricette e la creatività delle nuove generazioni.

La giornata si è chiusa con il panel Città 2050 tra tradizione e innovazione, un viaggio gastronomico e culturale nella Roma che verrà, dove la cucina è ponte tra memoria e futuro.

A chiudere la due giorni, l’Assessore Onorato ha tirato le fila del confronto e tracciato una visione chiara:
«Siamo orgogliosi di aver organizzato gli Stati Generali del Turismo di Roma, nessuno lo aveva mai fatto, era un primo passo, stabilire un appuntamento che manterremo ogni anno, allargando i panel gli argomenti e le giornate. Un accenno ai numeri in occasione del ponte dell’Immacolata anche quest’anno un incrementi del + 2,45% rispetto allo scorso anno, 925 mila presenze, il turismo quindi continua a crescere posti di lavoro più qualificati e pagati».

Roma Magnetica lascia così la sua prima impronta: una città che, pur consapevole della propria storia, sceglie finalmente di guardare avanti. Una Roma che non si limita a essere eterna, ma decide di essere futura.