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“La Rivincita” di Leo Muscato in esclusiva da giovedì 4 giugno su RaiPlay

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"La Rivincita" di Leo Muscato
La Rivincita di Leo Muscato, una produzione Altre Storie con Rai Cinema, è prodotto da Cesare Fragnelli. Realizzato con il contributo della Regione Puglia e di Apulia Film Commission, debutta dal 4 giugno in esclusiva su RaiPlay.  Il film, che era stato selezionato al Bif&st 2020 nella sezione competitiva, fa parte del progetto “La Rai con il Cinema italiano – Otto film di Rai Cinema in esclusiva su RaiPlay”

Basato sull’omonimo romanzo di Michele Santeramo, pubblicato da Baldini & Castoldi, il film racconta le disavventure economiche e familiari di due fratelli, Vincenzo e Sabino e delle loro mogli, Maja e Angela.

Vincenzo e Maja all’inizio del film aspettano un figlio, ma l’impossibilità di poterlo mantenere, a causa dell’esproprio del loro terreno, porta la coppia ad una scelta dolorosa. Quando poco tempo dopo la situazione si sistema e un figlio lo potrebbero avere, sarà la natura ad opporsi ed i due dovranno ricorrere, indebitandosi, alla costosissima inseminazione artificiale.

Una rocambolesca idea balena nella mente di Maja che attua, all’insaputa del marito, il suo piano disperato.

L’altra coppia quella di Sabino ed Angela hanno già un figlio, ma il senso materno non è mai scattato nella donna che decide momentaneamente di andarsene per un viaggio e trovare, forse, quell’amore che non sente più.

Le due donne sono agli antipodi. Personaggi molto diversi ma entrambe costrette a scelte coraggiose, sono le protagoniste del film che dirigono le vite di chi sta accanto a loro.

Il regista Leo Muscato proviene dal teatro e si vede, il suo modo di lavorare è quello più intimo, fa entrare gli attori nei personaggi, caratteristica unica di questi tempi.

Il risultato è un film d’autore che ne racchiude tutte le caratteristiche, l’amore, la disperazione, la povertà, le scelte obbligate e coraggiose, ma soprattutto le storie vere, reali e piene di speranza per un domani, migliore.

“Questa storia avremmo potuto ambientarla sulla Luna o su Marte e sarebbe stata uguale”, dichiara il regista “perché è ricca di un’autenticità nella quale si possono riconoscere più persone”.

I suoi personaggi sono stati definiti personaggi “antietici” per via delle loro scelte.  Tuttavia sono attualissimi soprattutto se spensiamo a questo momento storico in cui ci sono tante persone in difficoltà. Un momento in cui la malavita può prendere piede all’inizio aiutandoti e poi dettando delle regole d’onore che portano a scelte criminali.

Anche la colonna sonora, presente sono nel finale “è stata una scelta ben ponderata “ come dichiara Leo Muscato.

Non prevista, “è stata fatta alla fine del montaggio, quando ci siamo resi conto che davvero non c’era un bisogno reale. Tuttavia   Paolo Fresu che con la sua musica crea un forte nodo catartico  è risultato perfetto per il finale”.

No potho reposare, è un canto d’amore della musica tradizionale sarda, nella sua versione arrangiata e interpretata dal maestro Fresu.

“Questa storia nasce da un testo teatrale poi è diventato un libro ed adesso un film. Aveva una valenza cinquant’ anni fa quando è stata scritta ed ha la stessa valenza oggi. I personaggi degli -ultimi- sono in realtà degli archetipi, degli avanzi della società, invisibili. Invece bisogna rendersi conto che sono molto più numerosi e ci sono molto più vicini di quello che pensiamo. Bisogna davvero avere la lucidità il grande cuore di occuparsene”.

Perché poi in fondo come dichiara Deniz “io vengo da una cultura in cui si crede che ogni bambino porti la sua fortuna, i primi tempi che si ha un bambino non ci vogliono tanti soldi ci vuole solo tanto amore”.