Home Cinema Good boy: l’horror che guarda il mondo con gli occhi di un...

Good boy: l’horror che guarda il mondo con gli occhi di un cane

0
Good boy- Festa del Cinema di Roma 2025
Presentato alla Festa del Cinema di Roma 2025, Good Boy si conferma uno dei titoli horror più originali e discussi dell’anno. Il film di Ben Leonberg, già acclamato al SXSW Film & TV Festival, ha conquistato pubblico e critica italiani, ottenendo applausi per la sua audace sperimentazione narrativa e per la capacità di fondere tensione e profondità emotiva

La particolarità del film risiede nella prospettiva unica da cui è raccontato: tutta la storia si svolge attraverso gli occhi di Indy, il cane del regista. La scelta di un protagonista a quattro zampe trasforma l’ordinario in inquietante e costringe lo spettatore a percepire l’orrore in modo nuovo, attraverso sensazioni e reazioni che sfuggono alla comprensione umana. Come spiega Leonberg: “Quando il tuo attore protagonista è un cane, è impossibile seguire le regole tradizionali del cinema: abbiamo lavorato per tre anni attorno al suo programma, creando ogni scena intorno ai suoi ritmi e alle sue percezioni.”

La trama è apparentemente semplice: Todd si trasferisce in una casa isolata con Indy, ma il cane percepisce subito una presenza oscura che minaccia la loro vita quotidiana. L’horror paranormale si intreccia così a una storia di legame emotivo tra uomo e animale, in cui la paura diventa esperienza condivisa.

Non vi aspettate un film in stile cartone animato in cui il cane è il protagonista spensierato e allegro. Good Boy ha le caratteristiche di un thriller misto a horror, con colori e fotografia cupa e scura: piove, e la tosse sanguinante del padrone rende l’atmosfera ancora più inquietante. Il punto di vista è quello del bellissimo cane (che speriamo non sia stato maltrattato in alcune scene di pioggia) e dei fantasmi che abitano la casa in cui il padrone e il cane si isolano.

Non vi è una definizione precisa: è un film totalmente nuovo, dove il punto di vista e l’obiettivo offrono un’interpretazione della realtà diversa, fatta di silenzi e poche parole.

Confort e spaesamento si alternano, perché il cane osserva ogni movimento del padrone, totalmente dipendente, e percepisce i fantasmi negati dallo stesso padrone. Ci sono film che ti costringono a riflettere: Good Boy è uno di quelli. Non sai se sia geniale o terribilmente brutto, ma in ogni caso lascia una traccia. Un punto di vista diverso e insolito, che resta impresso.

Sul piano tecnico, la regia dimostra una cura meticolosa: ogni inquadratura con Indy è studiata per mantenere la concentrazione del cane, con set chiusi e dettagli calibrati, mentre Leonberg stesso entra in scena per guidare le interazioni. Il risultato è un’esperienza cinematografica immersiva, che trasporta lo spettatore dentro la casa e dentro la mente del cane, facendo percepire tensione e inquietudine in modo diretto e originale.

Good Boy si conferma così non solo come un horror efficace, ma anche come un esperimento narrativo e emotivo, capace di rinnovare il genere senza sacrificare la profondità. La Festa del Cinema di Roma ha accolto con entusiasmo questo piccolo gioiello di suspense e tenerezza, confermando Midnight Factory e Ben Leonberg come realtà capaci di sorprendere e innovare il panorama horror contemporaneo.