Home Musica Un’Epifania in note e risate: Fresi, la Befana e la JuniOrchestra incantano...

Un’Epifania in note e risate: Fresi, la Befana e la JuniOrchestra incantano Santa Cecilia

0
JuniOrchestra ANSC©MUSA prove per lo spettatolo dell'Epifania

Martedì 6 gennaio la Sala Santa Cecilia all’Auditorium Parco della Musica ha accolto uno spettacolo per l’Epifania tra teatro, musica sinfonica e comicità, protagonisti Stefano Fresi, Nadia Perciabosco e la JuniOrchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per offrire a famiglie e bambini un modo alternativo di vivere il pomeriggio attraverso l’ascolto e il gioco musicale

In una giornata dell’Epifania romana segnata dall’allerta meteo, che ha impedito a molte famiglie di trascorrere il pomeriggio nella tradizionale cornice di piazza Navona, i più fortunati sono stati coloro che avevano programmato un appuntamento in musica con la JuniOrchestra di Santa Cecilia. La Sala Santa Cecilia si presentava piena, gremita di spettatori piccoli e meno piccoli, visibilmente felici di partecipare a un evento tanto atteso.

L’ingresso in scena della Befana, interpretata da Nadia Perciabosco con una scopa scintillante, ha subito acceso l’entusiasmo del pubblico; poco dopo l’arrivo di Babbo Natale, impersonato da Stefano Fresi, ha lasciato la platea a bocca aperta.

Prima ancora che la fiaba prendesse vita, adulti e bambini sono stati accompagnati nel mondo della musica attraverso il ritmo, le note e i silenzi. Battendo le mani, cantando le sillabe “DU”, poi “DU” sulle cosce e fermandosi sulla pausa “SHH”, l’intera sala è diventata parte dello spettacolo, tra risate e battute esilaranti che hanno coinvolto platea e galleria.

È quindi iniziata Pierino e il lupo di Sergej Prokof’ev, raccontata da Fresi e suonata dalla JuniOrchestra Young diretta da Simone Genuini. Una delle fiabe musicali più amate e coinvolgenti, seguita con grande attenzione dai giovani spettatori, pronti a riconoscere i personaggi e i loro strumenti.

Pierino prende voce negli archi, l’uccellino nel flauto traverso, il gatto nel clarinetto, mentre il nonno brontolone è affidato al fagotto. Il lupo incute timore con i tre corni francesi dal suono cupo e profondo. I cacciatori arrivano in punta di piedi, suggeriti dagli archi, e quando sparano entrano in scena i legni e il timpano, a sottolineare l’azione con forza teatrale.

L’ascolto è stato attento e partecipato, segno di quanto la musica sinfonica, se raccontata con intelligenza e ironia, sappia parlare anche ai più giovani. In un’Epifania diversa dal solito, Santa Cecilia si è confermata un luogo capace di trasformare un pomeriggio piovoso in un’esperienza culturale condivisa, dove la musica diventa racconto e il pubblico parte integrante della scena.

Accanto a Pierino e il lupo, il programma ha proposto anche la Marcia op. 99 di Prokof’ev e Feuerfest di Johann Strauss figlio.

In un’epoca in cui gli eventi per famiglie rischiano spesso di scivolare nella semplificazione o nel puro intrattenimento, l’Epifania a Santa Cecilia prova a tenere insieme qualità artistica e leggerezza. Il risultato è uno spettacolo che non si limita a “spiegare” la musica, ma la mette in scena come esperienza condivisa, lasciando allo spettatore, grande o piccolo che sia, la libertà di ascoltare, ridere e, magari, tornare a casa con qualche domanda in più.

John Adams e il suono della storia: “Nixon in China” a Santa Cecilia