Home Cinema David di Donatello 71, trionfa Le città di pianura: una notte di...

David di Donatello 71, trionfa Le città di pianura: una notte di cinema, impegno e commozione

0
Francesco Sossai_foto Luca Dammicco Courtesy Of David Di Donatello

La 71ª edizione dei Premi David di Donatello si è trasformata in una celebrazione intensa del cinema italiano contemporaneo, tra applausi, standing ovation e discorsi che hanno intrecciato arte, politica e memoria collettiva. Una serata condotta da Flavio Insinna e Bianca Balti, capace di alternare glamour e riflessione, con il cinema al centro come linguaggio necessario per leggere il presente

A dominare la notte è stato Le città di pianura di Francesco Sossai, vero protagonista della cerimonia con otto David conquistati, tra cui Miglior Film, Miglior Regia, Migliore Sceneggiatura Originale, Miglior Produttore, Miglior Casting e Miglior Montaggio. Un successo netto che consacra Sossai tra le voci più autorevoli della nuova generazione cinematografica italiana.

Proprio il regista, premiato anche per la sceneggiatura scritta insieme ad Adriano Candiago, ha affidato al palco parole semplici ma sincere:
«Ho la fortuna di scrivere film con il mio migliore amico. Questo lavoro ha segnato tanti anni della nostra vita. Continuiamo a scrivere e a raccontarci».

Tra i momenti più intensi della serata, la vittoria di Matilda De Angelis come Migliore Attrice Non Protagonista per Fuori. Avvolta in un lungo abito nero laminato, l’attrice ha emozionato il pubblico ringraziando Mario Martone «per avermi vista e guardata con amore anche quando ero complicata e ostile».

Premi David 2026 Photo Emanuele Manco/Courtesy of David di Donatello

Il suo pensiero è poi andato a Goliarda Sapienza, figura simbolica troppo spesso riconosciuta solo dopo la morte. Un intervento che si è trasformato in una riflessione più ampia sul ruolo della cultura in Italia:
«Non capisco perché la cultura non sia al centro della nostra società, in un Paese così ricco d’arte. L’amore, come l’arte, è l’atto creativo per eccellenza».

Infine la dedica ai genitori, «che mi hanno insegnato l’amore per l’arte”, ha chiuso uno dei discorsi più applauditi della serata».

Forte anche il tono civile di molti interventi dal palco. Andrea Castorina, premiato per la scenografia de La città proibita, ha dedicato il riconoscimento ai palestinesi e a tutti i popoli oppressi. Poco dopo Lino Musella, vincitore come Miglior Attore Non Protagonista per Nonostante, ha condiviso il premio con il cast e con “tutte le persone che ogni giorno si svegliano contro gli orrori del mondo”, chiudendo con un deciso “Palestina libera”.

Anche il team Le assaggiatrici, vincitore della Migliore Sceneggiatura Non Originale, ha sottolineato il valore politico del cinema. Gli sceneggiatori hanno raccontato il lungo lavoro nato dal romanzo di Rossella Postorino, definendolo una riflessione “su vittime e carnefici”, oggi ancora più attuale:
«Crediamo nel cinema e nella sua forza. Abbiamo uno strumento molto potente».

Commovente il riconoscimento ad Aurora Quattrocchi, Migliore Attrice Protagonista per Gioia mia. Sul palco l’attrice, visibilmente emozionata, ha ringraziato «Margherita, che mi ha portato a questo trionfo meraviglioso», lasciandosi poi andare a un’esclamazione spontanea: «Ho vinto, youuu!» ripetuto numerose volte.

Aurora Quattrocchi_fotoLucaDammicco_CourtesyOfDavidDiDonatello

 

Il premio per il Miglior Esordio alla Regia è andato invece a Margherita Spampinato per Gioia mia, che ha definito il David “uno stimolo importante per continuare”.

Tra i riconoscimenti tecnici, La città proibita si è distinta con fotografia, scenografia ed effetti visivi, mentre Primavera ha conquistato composizione musicale, costumi, acconciatura e sonoro. Paolo Carnera, premiato per la fotografia, ha voluto ricordare «tutte le troupe del cinema, perché senza di loro il cinema non esisterebbe».

Spazio anche al documentario e al cinema del reale con Roberto Rossellini – Più di una vita premiato come Miglior Documentario e Everyday in Gaza di Omar Rammal come Miglior Cortometraggio, ulteriore segnale di una serata attraversata dal desiderio di raccontare il presente e le sue ferite.

Il David Giovani è andato a Le assaggiatrici di Silvio Soldini, mentre il premio per il Miglior Film Internazionale è stato assegnato a One Battle After Another di Paul Thomas Anderson.

La cerimonia ha infine celebrato le grandi figure del cinema italiano: David alla Carriera a Gianni Amelio, David Speciale a Bruno Bozzetto e Premio Speciale Cinecittà David 71 a Vittorio Storaro.

Più che una semplice premiazione, questa 71ª edizione dei David di Donatello ha mostrato un cinema italiano vivo, politico, poetico e profondamente consapevole del proprio ruolo culturale. Una notte in cui i premi hanno raccontato non solo il talento, ma anche il bisogno urgente di continuare a guardare il mondo attraverso lo sguardo dell’arte.