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La sindrome di Münchhausen “per procura”: l’accudimento patologico

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Accudimento patologico@pixabay
La sindrome di Münchhausen “per procura” è una forma di accudimento patologica in cui un caregiver provoca una malattia ad un’altra persona per prendersene cura

Chi soffre della sindrome tende a simulare dei disturbi per attirare l’attenzione del prossimo e ricevere lusinghe esterne. Da con confondere con l’ipocondriaco che è convinto di essere malato, chi invece è affetto dalla sindrome di Münchhausen è perfettamente cosciente di simulare il malessere.

La sindrome “per procura”, invece, solitamente colpisce i genitori o persone che svolgono professioni sanitarie o assistenziali. In questo caso è grave soprattutto quando le vittime sono minori e soprattutto, quando i sintomi vengono provocati volontariamente o inventati dal genitore.

L’obiettivo dell’inganno è quello di apparire agli occhi altrui come persone degne di stima, che sacrificano la loro vita per aiutare chi sta male. C’è un nucleo che ha a che fare con il bisogno di soddisfare un delirio di onnipotenza, per cui la vita di un figlio o di un paziente è totalmente nelle mani di chi si prende cura di lui.

Vi è inoltre la necessità di riconoscimenti del proprio ruolo di genitore accudente e/o del proprio ruolo professionale.

Nel DSM V ( Diagnostic and Statistial Manual) la sindrome rientra tra il disturbo fittizio provocato ad altri e presenta le seguenti caratteristiche:

  • Falsificazione di segni o sintomi fisici o psicologici, o induzione di un infortunio o di malattia in un altro individuo
  • L’individuo presenta un’altra persona agli altri come malata, invalida o ferita
  • Il comportamento non è meglio spiegato da un altro disturbo mentale, come il disturbo delirante o disturbo psicotico

La sindrome ha ispirato anche il mondo del cinema e della musica. Dalla serie The Act ispirata ad una storia realmente accaduta, a The Bridge (altra fortunata serie tv) ad alcune canzoni, tra cui emerge il pezzo di Eminem “Cleanin out my closet”.

“Quell’agente patogeno, mille volte più virulento di tutti i microbi, l’idea di essere malati”
(Marcel Proust)